Un particolare della moschea di Ponte Felcino

Arriva il suggello finale della giustizia italiana sull’ex imam di Ponte Felcino. Anche la Cassazione ha confermato la condanna a sei anni di reclusione per lui e a tre e mezzo per gli allievi.

La sentenza La prima sezione penale della Corte di cassazione ha confermato la condanna, inflitta dalla Corte d’assise d’appello di Perugia il 25 giugno 2010, a sei anni di carcere nei confronti dell’imam di Ponte Felcino, Mostapha El Korchi, accusato di aver svolto attività di addestramento al terrorismo di matrice islamica nella moschea da lui gestita, appunto a Ponte Felcino.

Conferma anche per gli allievi Confermate anche le condanne a tre anni e sei mesi nei confronti di El Jari Mohamed e Safika Driss, considerati gli «allievi» dell’imam, che avrebbero partecipato ai corsi di addestramento in quella che secondo gli inquirenti era una vera e propria «scuola di terrorismo» di matrice islamica. I due sono stati espulsi dall’Italia lo scorso gennaio, dopo aver già scontato la pena, inflitta in primo grado dalla Corte d’assise di Perugia nel 2009.

Le motivazioni Nel ricorso in Cassazione, gli imputati, tra le altre cose, avevano contestato la sussistenza stessa dell’accusa riferita all’art.270 quinquies cp, il reato sul terrorismo internazionale inserito nel codice nel 2005 e applicato per la prima volta su questo caso. Secondo la Cassazione, nelle motivazioni depositate lunedì, la Corte di merito ha puntualmente dimostrato «la sistematica attività di acquisizione di dati in materia di tecniche di combattimento e guerriglia, di costruzione artigianale di esplosivi e preparazione di attentati», gli episodi di «comunicazione nascosta di messaggi di propaganda terroristica», e tutte quelle prove che hanno permesso di individuare, i ruoli di «addestratore» e «addestrato», riconducibili agli imputati. «La sentenza impugnata – è scritto infatti nella sentenza n.38220 – ha con corrette argomentazioni ricondotto i comportamenti attuati dagli imputati a quel “fenomeno di circolazione ed acquisizione di nozioni e dati connessi a metodi di lotta politica basati sulla violenza” che con la previsione normativa dell”art. 270 quinquies cp il legislatore ha voluto contrastare».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.