©️Fabrizio Troccoli

L’Umbria non è più soltanto un mercato di consumo della droga ma è diventata anche un territorio utilizzato dalle organizzazioni criminali per depositare, stoccare e smistare sostanze stupefacenti destinate ad altre regioni italiane. È quanto emerge dalla relazione della Procura generale di Perugia sull’attività giudiziaria nel periodo compreso tra il 1° luglio 2025 e il 30 giugno 2026, trasmessa alla Procura generale della Cassazione in vista dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2027.

Il narcotraffico Il dato più preoccupante riguarda il progressivo consolidamento di organizzazioni criminali di matrice albanese, capaci di gestire traffici internazionali di cocaina attraverso strutture sempre più organizzate, gerarchiche e dotate di ingenti risorse economiche. Le indagini della Procura di Perugia – si legge nella relazione – hanno documentato un cambiamento nelle dimensioni dei traffici: se in passato i sequestri raramente superavano i tre chilogrammi di cocaina, negli ultimi mesi sono state intercettate partite comprese tra 16 e 65 chilogrammi. Quantitativi che – è scritto – dimostrano come l’Umbria sia diventata «non soltanto mercato di consumo, ma anche luogo di deposito, stoccaggio e transito di sostanze destinate ad altre regioni», con collegamenti accertati «anche a organizzazioni camorristiche e alla Sacra Corona Unita».

Le organizzazioni Gli investigatori hanno confermato la presenza di gruppi criminali stranieri, soprattutto albanesi e nigeriani, attivi nell’importazione e nella distribuzione di cocaina, eroina, hashish e marijuana. La criminalità organizzata albanese, in particolare, avrebbe compiuto un «significativo salto di qualità», sviluppando una crescente capacità economica e logistica grazie ai proventi del narcotraffico. Un altro elemento che desta preoccupazione – è indicato – è il coinvolgimento di giovani italiani nel trasporto della droga, sempre più spesso impiegati al posto dei tradizionali corrieri stranieri. Un fenomeno che – secondo la Procura – dimostra la capacità delle organizzazioni criminali di penetrare nel tessuto sociale regionale, reclutando anche persone in condizioni di vulnerabilità economica.

I numeri Nel circondario di Perugia i procedimenti iscritti per reati in materia di stupefacenti sono aumentati da 321 a 421, con una crescita di oltre il 31 per cento. Restano invece stabili, a quota tre, le iscrizioni per associazione di tipo mafioso. Ma l’aumento dei reati legati alla droga interessa anche gli altri territori umbri: a Terni i procedimenti sono passati da 206 a 241, con reti di spaccio sempre più organizzate e in alcuni casi collegate a soggetti inseriti nei circuiti della criminalità organizzata. Nel circondario di Spoleto le iscrizioni sono salite da 74 a 127. Nel territorio di Foligno è stata inoltre individuata una raffineria di cocaina.

Le infiltrazioni La relazione richiama anche l’attenzione sui rapporti tra operatori economici presenti in Umbria e organizzazioni criminali campane. I settori considerati maggiormente esposti sono quelli del commercio dei carburanti, del mercato energetico, della distribuzione del Gpl e del reinvestimento di capitali illeciti in attività economiche apparentemente legali. La Procura di Perugia ha segnalato indagini riguardanti operatori economici collegati alla criminalità organizzata campana nel settore energetico, inchieste portate avanti anche in collaborazione con la Procura nazionale antimafia e antiterrorismo e con autorità straniere. Attenzione – si dice – viene riservata anche al traffico illecito di rifiuti e alle irregolarità nella classificazione dei materiali trattati.

Gli altri reati Il documento, firmato dal procuratore generale Sergio Sottani, fotografa una criminalità regionale in trasformazione, caratterizzata dalla crescita delle frodi informatiche e dei reati economici. Nel circondario di Perugia i reati informatici contro il patrimonio hanno raggiunto 1.907 iscrizioni. Resta elevata anche l’incidenza della violenza domestica e di genere. La Procura di Perugia ha registrato 564 procedimenti, formulando 190 richieste di misure cautelari, delle quali soltanto 12 sono state rigettate. Nel circondario di Spoleto sono stati iscritti 405 procedimenti riconducibili al cosiddetto Codice Rosso, tra cui 203 per maltrattamenti in famiglia, 149 per atti persecutori e 53 per violenza sessuale.

La relazione Il documento trasmesso alla Cassazione rappresenta una prima analisi dell’attività giudiziaria nel distretto umbro e anticipa il bilancio che sarà illustrato all’inaugurazione dell’anno giudiziario 2027. È stato elaborato sulla base dei contributi delle Procure di Perugia, Terni e Spoleto e della Procura per i minorenni. Il quadro delineato dalla Procura generale è dunque quello di un territorio sempre più esposto a fenomeni criminali che superano i confini regionali, attraverso reti organizzate, collegamenti internazionali e movimentazione di capitali illeciti. Una trasformazione che richiede un rafforzamento del coordinamento investigativo – sottolinea l’ufficio giudiziario – e dello scambio di informazioni tra le istituzioni.

Enzo Beretta, giornalista professionista, specializzato in cronaca nera e giudiziaria. Scrive per Umbria24 e Il Messaggero. Ha lavorato con Ansa, Abc News, Panorama e La Nazione. Si è occupato di comunicazione politica, istituzionale e sportiva. Realizza podcast e ha una rubrica chiamata Alibi. Ha pubblicato tre libri: Romanzo immobiliare, Favole alla sbarra e Il Re degli ultimi, dedicato a Diego Armando Maradona, con cui ha vinto il premio nazionale Ali Librai.