Il colonnello Capassi e il capitano Vetrulli

di Ivano Porfiri

Ogni anno un body builder di medio livello, che fa gare a livello nazionale, spende dai 9 ai 15 mila euro solo in farmaci. E’ quanto emerge dal nuovo troncone dell’inchiesta «Big Bull» è un mondo fatto di ambizioni, sprezzo dei rischi per la salute, persone che si affidano a guru, che non solo danno consigli, ma prescrivono farmaci e curano gli effetti collaterali con rimedi “fai da te”. L’operazione odierna, condotta dal Nas di Perugia comandati dal capitano Marco Vetrulli e coordinata dal sostituto procuratore Paolo Abbritti, prosegue l’inchiesta avviata nel 2013 e che ha già visto 33 perquisizioni e un arresto a settembre 2014. «Mi preme rimarcare il rischio per chi assume queste sostanze – ha detto in conferenza stampa il colonnello Giovanni Capassi, comandante del Nas per il Centro Italia -. Invito chi fa sport a rifuggire da questi canali».

Nuova ondata Agli arresti domiciliari è finito stavolta un noto culturista perugino di 35 anni, campione di fama internazionale. Obbligo di dimora per la fidanzata, una 25enne torinese. Sono accusati, a vario titolo, di esercizio abusivo della professione medica, falso e violazione della normativa antidoping, immissione in commercio di farmaci senza autorizzazione ministeriali. Oltre a questi, dall’alba 120 carabinieri hanno eseguito 26 perquisizioni compiute nei confronti di altrettanti indagati. Di queste circa 20 tra Perugia, Spoleto e Foligno. E poi tre a Milano, una a Torino, una a Falconara, Brescia e Ragusa nei confronti 26 nuovi indagati per ricettazione e violazione della normativa antidoping.

«Big Bull» il guru L’indagine era nata dalla segnalazione di un farmacista scrupoloso che aveva notato ricette strane firmate da un medico deceduto. A settembre scorso un noto body builder di Spoleto era stato arrestato e un secondo indagato. Nel prosieguo da questo soggetto è emersa l’esistenza di una rete di acquirenti di sostanze: 26 soggetti collegati, quasi tutti umbri, alcuni residenti in altre regioni. Durante l’indagine, attraverso pedinamenti, tabulati e intercettazioni, si è scoperto che il body builder finito ora ai domiciliati era considerato un «maestro» chiamato dai suoi adepti «Big Bull». Era considerato un guru, che prescriveva i farmaci, settava i dosaggi. In caso di problemi, come amncanza di sonno, difficoltà ad urinare. Lui suggeriva i problemi. Tra i farmaci usati anche molti diuretici, oltre a steroidi anabolizzanti e cortisonici, perché in prossimità delle gare gli atleti avevano la “necessità” di liberarsi dai liquidi per avere una maggiore definizione muscolare.

Body builder e farmacisti Gli indagati (33 a settembre più i 26 della nuova ondata), sono per lo più, persone che frequentano il mondo della palestre: body builder, modelli, personal trainer ma anche farmacisti compiacenti. Nel corso delle ultime perquisizioni, nella rete è finito un farmacista di Falconara, arrestato in flagranza, a casa del quale sono stati trovati circa 30 scatoloni di farmaci proibiti defustellati e anche sostanze stupefacenti. Trovate complessivamente mille compresse, 300 fiale dal valore sul mercato nero di 200 mila euro. Ma quello delle farmacie era solo uno dei canali di approvvigionamento. L’altro è internet: agli atleti venivano spacciati farmaci provenienti da Inghilterra, India, Grecia, Moldavia comprati e consumati senza controllo.

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