«Bambine che vivono in silenzio l’incubo della violenza sessuale e che affrontano i rischi fisici e psicologici di una gravidanza precoce: dobbiamo dire stop a questa gravissima violazione dell’infanzia». «Terni ha saputo reagire e contrastare tanta brutalità». Sono le parole rispettivamente del Garante nazionale dell’infanzia e l’adolescenza, Filomena Albano, e del sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo sulla vicenda della dodicenne che ha partorito un bimbo a seguito degli abusi perpetrati da un amico della famiglia.
Il Garante «Ciò che deve essere messo in evidenza – spiega la Albano – è che spesso l’autore di questi orrendi reati appartiene al circolo di fiducia del bambino. Una 12enne è poco più di una bimba, o meglio, è una bambina che è già entrata nell’età puberale, un processo naturale di crescita e sviluppo del corpo che non fa di una bimba una persona in grado di difendersi da chi le viene presentato come un amico, come persona di cui fidarsi. Anzi, generalmente i bambini si attribuiscono colpe inesistenti quando vivono esperienze strane e sgradevoli, che possono anche non comprendere affatto. Quello che è successo a Terni, ancora oggetto di accertamenti giudiziari, è gravissimo, ma non possiamo fermarci allo sgomento e all’indignazione. Dobbiamo continuare a sensibilizzare, informare e investire sulla prevenzione».
Il sindaco Sul proprio profilo Facebook il sindaco Di Girolamo ha spiegato l’importanza della rete di controlli. «Terni ha saputo reagire e contrastare nella maniera dovuta tanta brutalità. Per dare una risposta adeguata forze dell’ordine, tribunale dei minori, Servizi sociali del Comune, azienda ospedaliera hanno lavorato insieme dimostrando che la città, le istituzioni, ci sono. Ringrazio i Servizi sociali comunali per quanto fatto e per quello che fanno in tante altre vicende, per fortuna meno eclatanti».
I numeri Il primo cittadino poi snocciola i numeri relativi al settore affidamento dei minori. «Nel 2016 si sono occupati di 44 minori in affidamento a famiglie, di 41 inseriti in strutture residenziali educative. Oltre 90 i minori seguiti sul segnalazione del tribunale e 60 su segnalazione della procura. Complessivamente oltre 200 minori hanno trovato un aiuto sostanzioso. Un gran lavoro, tra mille difficoltà, pensando non alle luci della ribalta, ma a svolgere il proprio ruolo con professionalità».
