di Chiara Fabrizi
Indagata per maltrattamenti la badante che assisteva la 48enne disabile morta e trovata con lividi sul corpo. A confermarlo è il procuratore facente funzioni di Spoleto, Vincenzo Ferrigno. Nel registro degli indagati è stata iscritta una donna di 68 anni di Contigliano in provincia di Rieti, territorio da cui provengono anche le due disabili di cui la donna si prendeva cura in un paesino sperduto dell’Appennino umbro, ovvero ad Onelli di Cascia.
GALLERY – ONELLI E LA CASA IN CUI VIVEVANO LE TRE
Autopsia Ora sarà il medico legale Luca Tomassini nominato dal sostituto procuratore Andrea Claudiani, titolare del fascicolo, a dover indicare le cause di morte della 48enne invalida al 100 per cento e quindi se queste siano o meno compatibili coi lividi trovati sul corpo della vittima e a quando quei segni risalgano. Analoghi accertamenti saranno compiuti anche sull’altra disabile che viveva con la 48enne morta e la badante indagata.
L’altra disabile La donna è stata ricoverata in ospedale dopo che anche sul suo corpo sono stati trovati dei lividi. La disabile è stata sentita nelle ore successive al decesso dell’altra donna, con cui non aveva legami di parantela, e avrebbe reso ricoverata in ospedale, che pure ha dei lividi sul corpo dichiarazioni definite «molto significative» da fonti qualificate.
La casa di Onelli Da stabilire, poi, anche la presenza delle due disabili in quell’abitazione a quasi mille metri di altitudine, dove d’inverno vivono neanche trenta persone, mentre d’estate alcune centinaia. Secondo quanto emerge, le due disabili né la badante risultano residenti a Onelli di Cascia e sono quindi in corso accertamenti sul proprietario dello stabile.
La morte e l’indagine Giovedì è stata la badante a chiamare i soccorsi dopo che la vittima avrebbe accusato un malore. Prima dell’arrivo dell’elisoccorso, però, la disabile è morta. Durante la constatazione del decesso, però, il medico del 118 ha trovato sul corpo della 48enne dei lividi, subito segnalati alle forze dell’ordine intervenute sul posto. Poco dopo analoghi segni sono stati trovati anche sull’altra disabile.
Fioroni A commentare l’accaduto è anche Paola Fioroni, consigliere regionale della Lega e presidente dell’osservatorio umbro sulla disabilità. «Ciò che deve far riflettere tutti noi – sottolinea – è l’ennesima storia di disagio e solitudine che vede coinvolte le persone più fragili». «Tutte le persone con disabilità – continua – a maggior ragione se a rischio di doppia discriminazione in quanto donne, hanno diritto a vedersi garantite appropriatezza e qualità nei livelli di assistenza diretta o indiretta. L’autonomia e la domiciliarità devono sempre comunque rientrare in un sistema di sicurezza e protezione».
