Il depuratore Codep di Bettona

di Francesca Marruco

E’ iniziato giovedì davanti alla Corte d’Assise di Perugia il processo alle 18 persone rinviate a giudizio per la presunta gestione illecita e dannosa del depuratore comunale di Bettona gestito dalla Codep, la cooperativa di allevatori di suini.  E’ la prima volta che in Umbria persone accusate di reati ambientali approdano davanti ad una Corte d’Assise come imputati. Pesanti le contestazioni: dall’associazione a delinquere al disastro ecologico.

Le eccezioni  I difensori degli indagati tra cui gli avvocati Nicola Di Mario, Francesco Falcinelli e Franco Libori hanno presentato numerose eccezioni relative alle costituzioni di parte civile. In particolare, le difese hanno rinnovato le loro questioni sulla costituzione di parte civile di Legambiente e del Comitato di cittadini di Bettona e ne hanno presentate di nuove contro la costituzione di un comune limitrofo. Giovedì mattina in particolare hanno fatto richiesta di costituzione di parte civile, i Comuni di Bettona, Bastia e Cannara oltre al Ministero dell’ambiente. La Corte, presieduta dal giudice Noviello, ha rinviato tutto al 14 marzo prossimo quando scioglierà la riserva sulle richieste di costituzione di parte civile.

Il comitato   E proprio una delle parti civili, il comitato di Bettona, alla vigilia del processo ha inviato una nota in cui parlano di un processo «che deve mettere un punto fermo  sui sistemi  di lavoro negli allevamenti come in questo caso,  ma in tutto il sistema produttivo».  «A fianco degli allevatori-  si legge nella nota – sul banco degli imputati siederanno tre tecnici dell’Arpa  Regionale E Della Uls.  Più che contro gli allevatori il nostro sdegno va contro questi ultimi che pagati da noi cittadini per difenderci dalle azioni illegali   attuate da imprenditori di pochi scrupoli, invece di controllare e impedire questi metodi, si sono resi complici.  Lo abbiamo detto e gridato a piena voce che il primo problema  che noi ambientalisti ci troviamo di fronte  quando  ci occupiamo  di inquinamento, è la assoluta carenza o mancanza di controlli  che come in questo caso è sfociata addirittura nella complicità come stanno a dimostrare  atti e intercettazioni telefoniche».

Imputati  Davanti alla Corte d’Assise di Perugia, siedono dunque come imputati  il presidente di Codep Graziano Siena, i vicepresidenti Rinaldo Polidori e Giovanni Mattoni, i consiglieri di Codep Sergio Longetti e Nicola Taglioni, l’autotrasportatore Gianni Berretta, gli imprenditori Stefano Zanotti e Massimo Mencarelli, il funzionario dell’Arpa Susanna D’Amico, i tecnici dell’Arpa Antonio Bagnetti e Claudio Menganna. A giudizio anche Nicoletta Giammarioli, Renato Mattoni, Giuseppe Mencarelli, Giuseppe Meschini, Giampaolo Proietti, Paolo Schippa e Renato Taglioni. Per loro le accuse vanno dall’associazione per delinquere allo scopo di commettere una serie indeterminata contro l’ambiente, la salute pubblica e la fede pubblica, al traffico illecito di rifiuti al disastro ambientale all’avvelenamento delle falde acquifere.

Prosciolta la giunta   In sede di udienza preliminare, davanti al gup Luca Semeraro, vennero invece prosciolti invece tutti i membri dell’allora Giunta comunale, per cui il pubblico ministero aveva chiesto delle condanne col rito abbreviato. Il giudice aveva invece emesso un non luogo a procedere perché il fatto non sussiste per l’ex sindaco Lamberto Marcantonini, il vice Valerio Bazzoffia e i membri della giunta Andrea Castellini, Luca Costantini, Franco Massucci, Rosita Tomassetti e Rossella Lispi.

I fatti  Lo scandalo del depuratore di Bettona emerge nel luglio del 2009 con l’emissione di 11 misure di custodia cautelare, a conclusione di 3 anni di indagini da parte dei carabinieri del Nucleo operativo ecologico diretti dal pm Manuela Comodi. Per l’accusa, la Codep avrebbe gestito una quantità di reflui estremamente superiore a quanto consentito, per esempio, dalla disponibilità di terreni destinati. E sempre secondo la ricostruzione accusatoria, chi avrebbe dovuto controllare, i tecnici dell’Arpa, erano d’accordo con il consorzio e non avrebbero sanzionato gli illeciti ma al contrario, avrebbero espresso pareri favorevoli o rappresentato alla sede centrale dell’Agenzia una realtà completamente diversa.

L’accusa  L’accusa contestava loro di aver effettuato delibere di fatto a favore di allevatori e di Codep per il conferimento di reflui anche in violazione della norma o in assenza dei presupposti, in modo da garantire alla cooperativa un illecito profitto. Loro si erano sempre dichiarati innocenti.  I reati contestati alle persone rinviate a giudizio erano tutti  in relazione alla gestione del depuratore di Bettona, gestito dalla Codep. Per l’accusa, questo gruppo di persone, sistematicamente, grazie al supporto dei tecnici dell’Arpa territoriale, avrebbero gestito illecitamente i reflui zootecnici, utilizzando meno terreni di quelli dichiarati, concentrando quantità superiori al consentito e, si ipotizza, sversando diversamente i liquami, arrivando all’avvelenamento delle falde acquifere.

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