di Barbara Maccari
Sei stranieri di etnia «sinti» sono stati arrestati dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile di Città di Castello, accusati di aver commesso decine di furti in abitazioni e, in particolare, in danno di ville isolate di persone facoltose.
I furti a raffica Dopo mesi di indagini e pedinamenti i carabinieri della compagnia di Città di Castello sono riusciti ad arrestare la banda dei furti che agiva in tutta la provincia di Perugia, portando a termine l’operazione denominata «Manghel 2». I sei arrestati, tutti nomadi di etnia «sinti» domiciliati in Umbria, nel periodo compreso tra ottobre 2010 ed aprile 2011 avevano compiuto numerosi furti nell’intera provincia di Perugia con lo stesso modus operandi. Aspettavano che i proprietari delle ville si allontanavano dalle loro abitazioni ed entravano in azione, sempre in gruppi di quattro, con estrema professionalità: in pochi minuti individuavano la cassaforte anche se ben nascosta e la svuotavano, il tutto avveniva di solito in orario pomeridiano.
Le tracce Le indagini erano partite alla fine del 2010 quando i carabinieri avevano registrato a Città di Castello un picco di furti in abitazioni isolate, tutti eseguiti con le stesse modalità. Da lì sono scattati pedinamenti e appostamenti sul territorio da parte delle forze dell’ordine che avevano permesso di identificare alcuni pregiudicati in transito, tra cui alcuni degli indagati. La conferma della pista giusta alcune settimane dopo, quando un cittadino tifernate segnalò un’autovettura sospetta, una Croma, nei pressi della sua villa, consegnando il numero di targa ai militari. Macchina che risultò in uso ad un pluripregiudicato sinti domiciliato a Perugia.
I primi arresti La prima fase dell’operazione si era conclusa ad aprile quando erano stati bloccati due ricettatori che provenienti da Roma erano arrivati a Perugia per incontrare i ladri ed acquistare un centinaio di oggetti preziosi. I due, C.F. e S.S. di 65 e 52 anni, entrambi con precedenti specifici, erano stati sottoposti a fermo seguiti alcuni giorni dopo da altri cinque fermi a carico di pregiudicati sinti, domiciliati nella provincia di Perugia, che materialmente avevano commesso i furti. I fermati, A.M. di 29 anni, A.R. di 40, L.A. di 34, A.M. di 25 e U.M. di 33 erano stati catturati tra Perugia, Foligno e Reggio Emilia. Un sesto soggetto, G.D. di 38 anni, sfuggito alla cattura, era stato rintracciato ed arrestato alcuni giorni dopo. L’attività investigativa è però proseguita fino ad oggi per individuare altri componenti della banda, tra cui un altro ricettatore ed altri ladri, e per poter attribuire con certezza ulteriori colpi alla banda. A conclusione delle indagini è stato infatti possibile scoprire che il numero di furti messi a segno è ben superiore di quelli contestati ad aprile.
I nuovi fermati Il gip del tribunale di Perugia, su richiesta della procura, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare a carico di sei persone, quattro della quali già fermate ad aprile, responsabili di ulteriori undici furti in villa. I carabinieri tifernati assieme ai colleghi di Perugia, Foligno, Roma e Massa, hanno eseguito i provvedimenti restrittivi a carico di A.M, ritenuto il capogruppo della banda ed originario di Città di Castello come altri due ladri, A.R., I.U., U.M., P.R. tutti di 29 anni, ed una donna, A.D. di 44 anni ritenuta l’autista ed il «palo» del gruppo per alcuni furti. Altri tre soggetti, di cui due residenti a Città di Castello, sono indagati per ruoli marginali nella banda.
Barbara Maccari


