di Massimo Colonna

Non ce l’ha fatta Massimo Proietti. Il noto avvocato ternano è morto mercoledì mattina. Da settimane era ricoverato in Rianimazione all’ospedale di Terni, lottava contro il covid. Le sue condizioni si sono aggravate e mercoledì, intorno alle 7, è sopraggiunto il decesso. Proietti aveva 56 anni, lascia sua moglie e il figlio Leonardo.

Il ricovero L’avvocato era stato ricoverato il 19 ottobre scorso. Era risultato positivo al covid 19 e le sue condizioni si erano aggravate, tanto da rendere necessario il ricovero al Santa Maria. Da lì è iniziato un lungo susseguirsi di controlli e terapie, che hanno alternato momenti di miglioramento a situazioni più critiche. Come quella emersa negli ultimi giorni, che ha poi portato al decesso, constatato mercoledì di primo mattino.

La storia Protagonista da anni di molti processi ‘pesanti’ in città, Proietti era uomo mai oltre le righe, sempre educato e preparatissimo su diversi fronti. Notevole e variegato il suo impegno: ha seguito le cause dell’Operazione Spada, è stato il legale della famiglia di David Raggi, per la quale ha perorato la causa ad un equo risarcimento anche a livello nazionale; è stato il legale della Ternana Calcio, nonché rappresentante umbro dell’Unavi, l’Unione nazionale vittime reati violenti. Noto il suo impegno, sempre a livello nazionale, anche per sostenere le cause della polizia locale.

I messaggi A dare la notizia l’ordine degli avvocati di Terni. «Con profondo dolore e infinita tristezza – si legge nella nota – comunichiamo la scomparsa dell’avvocato Massimo Proietti. Come sempre fatto nella vita professionale ha lottato fino all’ultimo per cercare di sconfiggere, con coraggio, impegno e perseveranza, questo terribile e invisibile nemico. Conserveremo sempre il suo prezioso ricordo di uomo gentile, avvocato eccellente e di una competenza indiscussa, riconosciuta anche a livello nazionale. Abbiamo perso non solo uno dei pilastri del foro, ma un amico, che tanto lustro e onore ha portato all’Ordine degli Avvocati e alla nostra città. Alla moglie Roberta e al figlio Leonardo giunga il più sentito cordoglio di tutti i colleghi di Terni e di tutti quelli che da più parti d’Italia stanno esprimendo la loro vicinanza».

Il vicesindaco «Un pezzo piccolo ma indimenticabile della mia vita – scrive il vicesindaco Andrea Giuli – se ne va. E non doveva. Non così. Massimo è stato mio compagno di classe alle scuole medie, alla mitica Orazio Nucula, in un’altra era geologica. Lo chiamavamo Maestro, perché in pochi minuti realizzava su carta disegni a dir poco prodigiosi, stupefacenti. Era la sua passione il disegno. Apparentemente sorrideva poco, ma era un tipo allegro e sensibile. Un pignolo, un perfezionista. Non sarò certo io a ricordarne le doti di avvocato. Si chiude che peggio non poteva questo stramaledetto 2020. Un dolore grande. E ciò che inquieta è che il futuro sembra incerto, ciò che più addolora è che intorno a noi, a nessun livello, in alcuna parte, si intravede un minimo di concordia. Un abbraccio alla famiglia. Arrivederci Massimo. Pardon, Maestro. In questi minuti i vecchi compagni di scuola mi stanno scrivendo. In tanti. Ne sarai contento di certo».

Il questore e gli agenti «Avendo appreso della scomparsa dell’avvocato Proietti – scrive in una nota il questore Roberto Massucci – a nome della Polizia di Stato di Terni esprimiamo le condoglianze alla famiglia, agli amici e all’Ordine degli avvocati ternano per la grave perdita. Tra la questura di Terni e l’avvocato Proietti si era instaurato, nel corso degli anni, non solo un solido rapporto professionale, sempre nel rispetto dei propri ruoli, ma anche umano, basato sulla lealtà e sulla correttezza. La sua prematura scomparsa lascerà un grande vuoto nella comunità ternana, in quanto persona conosciuta, oltre che stimato professionista. Ci stringiamo attorno ai suoi famigliari e alla grande famiglia dell’Ordine degli avvocati che oggi piange un suo caro e valido rappresentante».

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