di Marta Rosati e Massimo Colonna
C’è il padre con due figli adolescenti in marcia «per salvaguardare l’ambiente», c’è l’attivista zaino in spalla, il semplice cittadino e anche il tifoso della Ternana. Tante categorie sociali insomma al corteo contro gli inceneritori organizzato sabato pomeriggio da piazzale della Rivoluzione francese fino a Palazzo Spada: tra le 2.500 e le 3.000 le presenze stimate, sintesi tra la cifra degli organizzatori e quella delle forze dell’ordine. Tra di loro anche qualche politico, a cui Fabio Neri, il presidente del comitato No Inceneritori che guida l’evento, tira subito le orecchie: «Non provate a mettervi dietro lo striscione…», li ammonisce. Come a dire: questa è roba nostra, roba di cittadini. Poi urla «Parti!» al camioncino in testa al serpentone.
Pronti via Complice anche la bella giornata di sole dunque tanta gente nel piazzale vicino alla stazione per il via al corteo che ha riempito prima viale Fonderia, poi viale Cesare Battisti fino a piazza Tacito, poi il corso fino a piazza della Repubblica e poi piazza Mario Ridolfi, sotto il Comune. Proprio lì, al corteo principale si è unito anche il serpentone dei tifosi della Ternana, organizzato da curva Nord e curva Est. Tutto ovviamente sotto il controllo delle forze dell’ordine che non hanno dovuto registrare momenti di tensione.
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I temi Poi ecco i temi più attuali. A partire dalle recenti decisioni degli enti locali, in primis l’ok all’Aia per l’impianto di Terni Biomassa. «Comune e Regione – ha spiegato Neri in uno dei suoi interventi – intendono la Conca ternana come un luogo dove si torna indietro nel tempo, come fosse una terra di conquista. Anzi, viste le considerazioni tecniche che sono state espresse nelle ultime conferenze dei servizi non è da escludere che domani potremmo ritrovarci con un nuovo impianto in città, chissà, dopo i due attivi al momento. Quello che preoccupa è che Comune e Asl dal 2012 avevano a disposizione lo studio Sentieri, quello ufficiale in questa materia, che chiedeva agli enti di fare approfondimenti sulla correlazione tra emissioni e impatto ambientale e sanitario. E oggi, stranamente, Comune e Regione chiedono che si faccia un nuovo studio epidemiologico. Perché non si è fatto lo stesso ragionamento con lo studio Sentieri?».
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Ricorso al Tar Mentre il camioncino spara musica altissima, un ragazzo si sgancia dalla testa e comincia a girare in mezzo alla folla con una cassettina in mano. «Abbiamo iniziato a raccogliere donazioni – spiega Neri – per presentare il ricorso al Tar proprio in merito all’Aia per Terni Biomassa. Siamo sicuri che la città risponderà e abbiamo già un sacco di adesioni. Del resto il nostro comitato non ha fondi propri e per portare avanti il ricorso serve qualche migliaio di euro. Comunque nei prossimi giorni apriremo anche una raccolta online. Abbiamo sessanta giorni di tempo. Il ricorso al Tar del Comune? Non ci interessa proprio, noi andiamo con le nostre gambe».
Il padre di famiglia In mezzo al corteo anche famiglie e mamme con i passeggini. «E’ la seconda volta che partecipo a questo tipo di iniziative – spiega un signore di mezza età con due figli quasi adolescenti al fianco lungo viale Fonderia – ed è importante perché salvaguardare l’ambiente deve essere una priorità. E’ anche importante che i più giovani imparino questo tipo di sensibilità. Il ricorso al Tar pagato dalla gente? Mi sembra una buona iniziativa, sicuramente contribuirò».
La chiusura E la chiusura dell’evento arriva poi sotto il Comune, quando le associazioni, i comitati, le due curve della Ternana si ritrovano tutti insieme. «Questo per noi è un nuovo inizio – fa Neri provando a chiudere con un messaggio – perché la nostra azione non si fermerà di certo. Ogni volta che scendiamo in piazza facciamo qualcosa di importante e continueremo a farlo. Anche perché in questi anni sono stati detti diversi falsi storici da più parti. Ma i ternani non hanno l’anello al naso. E’ tempo di ristabilire anche la verità storica sugli inceneritori».
