Il procuratore regionale Antonio Giuseppone

di Ivano Porfiri

«La procura regionale della Corte dei conti vigila sul caso Gesenu, come su tutte le società partecipate, per quanto le norme non aiutino questo tipo di controlli in quanto limitano la competenza ai danni subiti dal socio pubblico». Dà un voto «ampiamente sufficiente» alla pubblica amministrazione umbra, il procuratore regionale Antonio Giuseppone, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte dei conti. «Anche se – precisa – ci sono aspetti particolari da tenere sotto la lente di ingrandimento come la sanità, le consulenze e la gestione del personale in generale da parte degli enti locali, la gestione dei fondi comunitari». Tra gli aspetti singolari dei rapporto tra enti pubblici e magistratura contabile, Giuseppone ha sottolineato come «nel 2015 non c’è stata alcuna segnalazione da parte degli organi di controllo interni. Una circostanza che farebbe pensare che va tutto bene, anche se noi abbiamo elementi per pensare che non sia così».

FOTOGALLERY: ANNO GIUDIZIARIO

Rai e partecipate Il procuratore si è detto «sorpreso» dalla nuova normativa che sottrae alla Corte la competenza sugli amministratori della Rai, mentre ha ricordato come «il Governo si stia apprestando a varare uno o più decreti per razionalizzare la materia delle società partecipate. Ci auguriamo che questa sia l’occasione per attribuire alla Corte dei conti un ruolo ancor più incisivo a tutela dell’Erario». In particolare, attualmente la Corte può agire solo in caso di comprovato danno al socio pubblico, ma trattandosi spesso di società a capitale misto è chiaro che si tratta di una vigilanza monca.

I CASI CITATI IN GIUDIZIO

I numeri Nel corso dell’anno 2015, la Procura regionale ha ricevuto 918 denunce, esposti, segnalazioni varie, di cui ha disposto l’apertura di nuove istruttorie per 674, mentre per 244 di esse ha proceduto alla archiviazione immediata. Analizzando la fonte delle istruttorie aperte emerge che 60 denunce sono provenienti da autorità giudiziarie; 47 da organi di controllo esterno; 2 quale esito delle verifiche amministrativo-contabili condotte dalla Ragioneria generale dello Stato; 32 da associazioni e rappresentanti politici e sindacali; 72 da privati cittadini; 99 dalla stampa ed altri mezzi di informazione; 362 dalle Amministrazioni. Da tale primo raffronto le istruttorie aperte a seguito di denuncia delle Amministrazioni costituirebbero il 53,71% circa di quelle complessivamente aperte nel 2015. «All’apparenza – ha sottolineato Giuseppone – si potrebbe valutare tale risultato come soddisfacente, ma in realtà si tratta di un dato non del tutto 11 appagante, poiché esso si compone, in larga parte, di denunce per cosiddetta malpractice sanitaria (104), dell’invio delle delibere consiliari di riconoscimento debito fuori bilancio (39), di infortuni (36), di danni da incidenti stradali (18). Significativo, ad esempio, è il dato pari a zero relativo alle denunce pervenute nel 2015 dagli organi di controllo interni (collegi sindacali e di revisione)». In merito a tale tematica, il procuratore ha inviato una nota di servizio a tutte le amministrazioni umbre, ricordando l’obbligo di denuncia di danno erariale che grava su amministratori e dipendenti pubblici.

RELAZIONE DEL PRESIDENTE 

Umbri denunciano Altrettanto emblematico, peraltro, è il dato delle denunce aperte a seguito di segnalazioni di privati cittadini, in leggero aumento rispetto al dato del 2014. «Di tali esposti, il cui numero auspico possa ulteriormente incrementarsi nell’anno in corso – ha detto il procuratore – ringrazio pubblicamente i cittadini umbri che, evidentemente, hanno a cuore la corretta gestione delle risorse pubbliche e confidano in un efficace intervento a tutela delle stesse da parte della Procura regionale».

Cala l’arretrato Nell’anno trascorso sono state operate 1.020 archiviazioni di istruttorie già aperte (di cui 9 dopo l’emissione dell’invito a dedurre) ed emessi 41 atti di citazione (con 118 convenuti in giudizio). I fascicoli istruttori pendenti al 31 dicembre 2015 sono risultati essere 3.207. Rispetto al 2014, c’è stata una riduzione del carico dei fascicoli pendenti (da 3.594 a 3.207), un sensibile incremento degli atti di citazione emessi (41 contro 29) nonché dell’ammontare dei danni erariali complessivamente contestati (passati da 2.936.884 euro a 8.042.040). La Sezione giurisdizionale ha emesso 27 sentenze di condanna per un ammontare di 1.167.279 euro di cui 5 relative a giudizi incardinati nell’anno 2015. Nel corso del 2015 l’Ufficio ha formulato 823 richieste istruttorie (729 nel 2014), 3 istanze di sequestro conservativo (nessuna nel 2014), 44 inviti a fornire deduzioni (35 nel 2014) con 112 destinatari, ha tenuto 26 audizioni personali, ha partecipato a 22 udienze nelle quali, oltre ai giudizi di responsabilità amministrativa, si sono trattati 10 giudizi di conto. Sono stati presentati 17 appelli avverso sentenze di primo grado (1 nel 2014). «Si tratta di dati significativi – ha sottolineato Giuseppone – che dimostrano l’operosità della Procura regionale e che debbono costituire il punto di partenza per l’attività nell’anno corrente al fine di consolidare, ove possibile, detto trend positivo». Nel corso dell’anno 2015 la Procura regionale ha inoltre proseguito l’opera di informatizzazione dei fascicoli istruttori di nuova istituzione, provvedendo altresì a scannerizzare 695 fascicoli. Non va poi dimenticata l’attività svolta dalla Procura regionale di monitoraggio sulla esecuzione delle sentenze di condanna del giudice contabile umbro, che ha permesso di accertare per l’anno 2015 l’incasso di 145.258 euro.