di Ivano Porfiri
Un cittadino albanese con una pistola calibro 7.65 sotto il tappetino dell’auto è stato arrestato dalla polizia nell’ambito di un controllo straordinario del territorio disposto dal questore. Mentre i carabinieri lavorano sul delitto di Luca Rosi, dunque, anche le altre forze dell’ordine si concentrano soprattutto sulla criminalità dell’Est europeo.
L’albanese con la pistola Aveva una pistola calibro 7.65, lo stesso calibro dell’arma usata in casa di Luca Rosi, un giovane albanese, sui 25 anni, arrestato dalla polizia nel corso dei controlli straordinari del territorio condotti dalla polizia in provincia di Perugia.
Sotto il tappetino Il giovane straniero è stato trovato lunedì sera all’interno di un locale della periferia perugina. Qui, una cinquantina di poliziotti della squadra mobile, dell’Ufficio Immigrazione, della polizia scientifica, delle Volanti e dei reparti Prevenzione crimine hanno effettuato un controllo «capillare e mirato». Identificati tutti i 120 avventori tra cui molti stranieri e straniere di nazionalità albanese e rumena. Al termine dei controlli 15 cittadini albanesi con precedenti di polizia sono stati portati in questura per l’identificazione. Il 25enne era tra loro e aveva in tasca le chiavi di una macchina. All’interno, ben nascosta sotto un tappetino, gli agenti hanno trovato la pistola carica. L’arma è risultata rubata fuori provincia nel 2008.
Gli accertamenti balistici Per lui l’accusa è di possesso ingiustificato dell’arma, ma sono in corso ulteriori accertamenti anche con l’ausilio dei tecnici balistici della polizia scientifica per vedere se quella pistola sia la stessa adoperata per qualche crimine. Potrebbe essere uno del commando che ha ucciso Luca Rosi? Difficile secondo gli inquirenti, sia perché non c’è una corrispondenza diretta con le descrizioni fisiche sui rapinatori di Ramazzano (ma anche Pietramelina, Casa del Diavolo e le altre compatibili con quei colpi), sia perché sarebbe davvero suicida girare con un’arma usata per commettere un delitto su cui tutte le forze dell’ordine stanno lavorando. Resta il fatto che, nonostante i controlli, ci sia chi gira armato senza farsi troppi problemi.
Il maxi controllo Il controllo del territorio era partito da domenica sera e a disporlo è stato il questore Nicolò D’Angelo ed attuati con l’ausilio dei Reparti prevenzione crimine Abruzzo e Lazio, inviati di rinforzo dal Dipartimento della pubblica sicurezza. L’ufficio Volanti, nel corso di un servizio serale e notturno, domenica, ha ispezionato e controllato i frequentatori di numerosi esercizi pubblici e locali notturni della periferica cittadina ed in particolare della zona di Ponte San Giovanni. Una sessantina le identificazioni tra cui alcuni stranieri pregiudicati. Analoghi servizi sono stati effettuati la serata di lunedì; nel corso dei controlli, in un bar di Ponte San Giovanni, sono stati rintracciati e condotti un questura, alcuni magrebini clandestini. Sono in corso le procedure di identificazione, espulsione e allontanamento dal Territorio Nazionale degli Stranieri irregolari rintracciati. Ai servizi straordinari ha preso parte con 6 equipaggi anche personale della polizia provinciale.


Ci voleva il morto per dare una bella ripulita?
Non dategli tregua! Pensate un po’ che gente che sono questi, hanno la faccia tosta di girare armati anche dopo un fatto del genere.
Espulso subito lui ed i clandestini maghrebini fermati, senza se né ma.
Il primo buonista che eccepisce, caricatelo pure lui sull’ aereo, anzo, no. Troppo lusso. Mettetelo su una di quelle carrette sequestrate nel porto di Lampedusa e fatelo remare verso sud. Alè, andale!
“Sono in corso le procedure di identificazione, espulsione e allontanamento dal Territorio Nazionale degli Stranieri irregolari rintracciati.”
Mi sembra il minimo… cosa devono stare qui se non pagano nemmeno le tasse? spacciare e rubare?
Basta ora tolleranza zero, che lo stato ci permetta di intervenire a noi cittadini se non è in grado di farlo con le sue forze dell’ordine. In america se uccidi un ladro ti premia il governatore.
Riprendiamoci la nostra Italia.
Ma che città siamo diventati?
Non confondiamo la delinguenza con il razzismo ma un dato di fatto ineccepibile è che il 90% dei reati commessi nel nostro territorio sono a carico di stranieri ospitati nella nostra città o per diritti umanitari o per altri strani motivi.
Magrebini, rumeni albanesi solo di loro si parla nelle pagine di cronaca!!
vorrà dire qualcosa??avremo sbagliato ad avere troppa leggerezza o troppa tolleranza??
Ci siamo creati un mostro che ci stà divorando lo vogliamo capire?
E ora gente come il povero Luca ne ha pagato le conseguenze.
Che vergogna!
Ci siamo riempiti non di emigranti ma solo di delinguenti.Tanto di cappello alla gente che qui lavora e si è integrata.Ma purtroppo per noi e per loro sono solo una minima parte.Tutto il resto è una massa di nullafacenti che campano di reati sulle nostre spalle.
E non illudiamoci nelle forze dell’ ordine e nelle istituzioni passerà una settimana di tumulto e tutto tornerà come prima..