Tra quelle che la Procura evidenzia come ‘espressioni improprie’ da parte del sindaco Stefano Bandecchi e quella reazione del Meloniano Marco Cecconi «quando non era autorizzato a parlare» come sottolinea la difesa (avvocati Panebianco e Morlacchini), procede il processo a carico del primo cittadino di Terni, alla sbarra per i disordini che si verificarono a Palazzo Spada il 28 agosto 2023, durante una seduta di consiglio comunale.
Due i testimoni ascoltati in Tribunale dopo le osservazioni mosse al perito che si è occupato di trascrivere gli audio delle riprese acquisite agli atti. In questo senso, come riferito dal comandante della stazione carabinieri di Terni, Piero Pacetti, a disposizione degli inquirenti non solo la videoregistrazione istituzionale del Comune del giorno dei fatti, ma anche video di testate giornalistiche e altri filmati pubblicati in rete.
«Ero fuori dall’aula, sono stata richiamata da un vociare molto intenso e insolito, sono entrata e mi è passato davanti il sindaco mentre si avvicinava alla postazione del consigliere Cecconi, seguito dal vice Corridore; c’era un clima agitato ma io non sapevo cosa fosse accaduto. Abbiamo trattenuto il sindaco mentre si erano radunati altri consiglieri, per evitare che raggiungesse Cecconi. La consigliera Elena Proietti Trotti gridava molto. Poi Bandecchi ha fatto per uscire e Cecconi si è seduto. Quando il sindaco è rientrato io ho cercato di evitare che si avvicinasse di nuovo al consigliere, ma il sindaco mi ha detto ‘si tolga non faccio nulla, si tolga’, spostandomi prendendomi per un braccio. Rientrando nuovamente il sindaco ha detto ‘Spostarsi, spostarsi, con voi comando io’ (rivolto ai vigili urbani) e dopo essersi avvicinato moltissimo al volto di Cecconi l’ho sentito dire ripetutamente ‘Io le sto dicendo…’, il consigliere però chiedeva l’intervento della presidente e il sindaco ha chiuso la conversazione con un ‘Vaffanculo’».
Così la comandante della polizia municipale, Gioconda Sassi, che ha riferito anche di un ulteriore intervento del sindaco verso la fine della seduta ripresa dopo la sospensione: «La prossima volta non mi fermerete, tirerò cartoni anche ai vigili urbani». A innescare le tensioni, come ripercorso anche con la proiezione dei filmati in aula, le parole che il sindaco rivolse al consigliere Orlando Masselli, sfidato sul piano politico quando Bandecchi gli contestava inadempienze risalenti ai tempi del suo assessorato al Bilancio (‘Si deve vergognare’). All’espressione facciale del consigliere, i toni del primo cittadino si sono inaspriti: «Continui a ridere così le volano via tutti i denti dalla bocca». Questa la frase che ha fatto alzare di scatto Cecconi dal proprio banco chiedendo (verosimilmente) un intervento della presidente del consiglio. Proprio in quel momento Bandecchi si è diretto per la prima volta verso Cecconi, fermato dagli agenti.
Uscendo dal Palazzo di giustizia, giovedì, il sindaco ha parlato di una «pubblica accusa in difficoltà» perché sarebbe secondo lui evidente che quel giorno è stato interrotto da chi non era autorizzato a parlare. Se questo sia sufficiente a giustificare la reazione, sarà evidentemente la giudice Agnello a stabilirlo. La Procura, rappresentata dal capo Laronga e dal Pm Stramaglia, nelle domande poste alla testimone Sassi ha insistito tanto sugli atteggiamenti del primo cittadino, quanto sulle parole che quel giorno rivolse a Masselli che, tuttavia, non si è costituito parte civile, come invece ha fatto Cecconi, presente in aula con gli avvocati Enrico e Lorenzo De Luca. Posto l’accento anche su quell’espressione dei ‘cartoni’, che la Sassi ha interpretato come ‘ceffoni’.
Per i fatti dell’epoca, il sindaco deve rispondere di minaccia, oltraggio, violenza e resistenza a pubblico ufficiale, interruzione di pubblico servizio e minaccia ad un corpo politico. La prossima udienza è fissata per ottobre.
