Ammette di aver fatto uso di droga ma non di aver partecipati a festini gay. Padre Alberto Bastoni, ex parroco di Copllevalenza, dice la sua sulla vicenda arrivata all’attenzione mediatica dopo che i carabinieri lo hanno fermato con tre dosi di cocaina in un’intervista a La Nazione. Ora si trova in una località segreta per difendersi dall’assedio mediatico. Il sacerdote, è bene ricordarlo, non è indagato per alcun reato ma solo segnalato in prefettura come assuntore.
La coca «Sì, mi è capitato – dice padre Alberto sull’uso di droga – ma soltanto per uso personale e in passato. L’ho fatto così, per scherzo, tanto tempo fa quando ero a Roma, soltanto per provare». Sul fatto che i carabinieri lo hanno fermato con la coca in tasca lo scorso 30 gennaio, il sacerdote ammette dicendo «non posso neanche dire se qualcuno me le ha messe lì». E comunque, dice, «sono fatti miei, non la spacciavo di certo.
I festini gay Sul fatto che con lui ci fosse un amico che ha parlato coi militari di festini gay, don Alberto ammette che «quella persona l’ho conosciuta in una chat gay, ma con lui o altri non ho mai partecipato a festini omosessuali. Questo non è assolutamente vero. Non rispondo, comunque, circa i miei gusti sessuali, si tratta di cose private e non ho parlato di questo ai carabinieri».
I problemi Sul suo allontanamento improvviso il sacerdote si dice dispiaciuto. «E’ stata una decisione brusca: non stavo bene e avevo anche problemi familiari» aggiungendo di sperare di tornare a Collevalenza dove «forse tutto diventerà come prima, un giorno…». A Collevalenza padre Alberto era anche rettore del Santuario dell’Amore misericordioso, congregazione nata proprio in Umbria per il recupero di sacerdoti con problemi. «Il doppio ruolo di parroco e rettore era arduo – dice a La Nazione – ho avuto un periodo difficile. Adesso questa vicenda non ci voleva proprio».
Parroco sostituito Mentre la diocesi di Orvieto-Todi non rilascia commenti sulla vicenda, si apprende dalla stessa diocesi che nei giorni scorsi la Congregazione dei figli dell’Amore, alla quale è affidata la parrocchia di Collevalenza, aveva comunicato che la sede era vacante e in sostituzione è stato nominato padre Alessandro Bocchini, già parroco “in solidum” della stessa chiesa.


MONTAGANO, SCOPPIA LO SCANDALO DEI PRETE GAY
Cocaina e incontri omosessuali in chat. L’ex parroco di Montagano e Matrice coinvolto in uno scandalo a luci rosse. Nei guai don Alberto Bastoni, in Molise tra il 2000 e il 2006. Le indagini sull’uso di droghe.
Ancora uno scandalo nel mondo della Chiesa. Uno scandalo a luci rosse polvere bianca ed eccitanti. Ancora una volta un’ombra nera ricopre il segretissimo mondo ecclesiastico. .
Questa volta al centro della bufera hot un parroco, Don Alberto Bastoni che dalla fine degli anni 90 al 2006 ha prestato il suo servizio ecclesiastico nei comuni di Matrice e Montagano.
Tra il 30 e il 31 gennaio Don Alberto, il prete che non si è fatto mancare assolutamente nulla, è stato fermato a bordo della sua Fiat Punto dai carabinieri di Todi ad un posto di blocco. Pare avrebbe consegnato, spontaneamente ai militari, 3 dosi di cocaina dal costo di 200 euro ed un sacchetto contenente 10 gr di fertilizzante che inalato dava effetti eccitanti. Ad arrivare al parroco una soffiata durante le indagini su un amico che confessa di aver conosciuto il prete in una chat per incontri omosessuali “Gay Romeo”. Dalle indagini ancora in corso e in particolare sul telefono cellulare del parroco si è scoperto un giro di droga ben radicato e tuttora in corso tanto da arrivare anche alla cattura di un pusher.
Spulciando il suo passato ritorna a galla anche la passata vicenda giudiziaria durante la sua esperienza pastorale a Matrice, in seguito all’appropriazione indebita di un quadro Don Alberto si giustificò dicendo che aveva preso e poi venduto il dipinto per ricavare denaro utile alla Chiesa priva di fondi e liquidi.
Nel suo curriculum fanno da bella cornice il suo prestigioso rettorato al santuario di Colle valenza in Umbria, noto perché la Conferenza episcopale italiana qui ha tenuto le sue assemblee generali. E perché proprio qui vengono accolti parroci con problemi di droga e pedofilia. Tra le sue emerite e numerose presenze nel suo cammino di fede spicca anche il servizio presso il coro della Cappella Sistina in vaticano. Un prete all’apparenza più che perfetto ma che come lui stesso confessa in una lettera inviata ad un quotidiano nazionale dopo alcuni giorni di latitanza “ per motivi di famiglia e altre circostanze hanno fatto si che le cose andassero in questo modo ma mai ho pensato continua don Alberto di mettermi in discussione sul piano vocazionale quanto invece su quello umano e spirituale”.
Spulciando il suo passato ritorna a galla anche la passata vicenda giudiziaria durante la sua esperienza pastorale a Matrice, in seguito all’appropriazione indebita di un quadro Don Alberto si giustificò dicendo che aveva preso e poi venduto il dipinto per ricavare denaro utile alla Chiesa priva di fondi e liquidi.