La pagina Facebook a lutto

di Dan. Bo.

Sulla pagina Facebook del Cocoricò, di sicuro una delle discoteche più note d’Italia, meta ogni anno di tantissimi ragazzi, dall’ora di pranzo di domenica l’immagine di copertina è solo una foto nera in segno di lutto per la morte di Lamberto Lucaccioni, il 16enne di Città di Castello morto nella notte dopo un malore accusato sulla pista da ballo a causa dell’ecstasy. Notti che per tanti ragazzi, specialmente a quell’età, sono quelle dove si comincia ad assaporare la libertà lontano, almeno per qualche ora, dal controllo dei genitori; notti poi da raccontare agli amici una volta tornati dalle vacanze. Per molti, quello sotto la piramide del Cocoricò è un piccolo rito d’iniziazione che fa parte dell’adolescenza e che purtroppo il giovanissimo tifernate non potrà raccontare. Sotto la foto crescono di minuto in minuto i like e i commenti, tra chi vuole solo rispetto e silenzio e chi pensa che i gestori del locale non abbiano alcuna colpa.

LA MORTE DI LUCACCIONI

Combattiamo la droga Più volte la storica discoteca della riviera, tra le 20 più importanti al mondo, è finita sulle pagine della cronaca e stavolta i carabinieri stanno valutando la possibilità di sospenderne l’attività. Quali sono le responsabilità dei gestori? I controlli sono sufficienti? La droga circola liberamente all’interno del locale oppure è stata acquistata fuori? Da anni, dopo essere stato per lungo tempo luogo dove cercare lo sballo, il locale collabora con le forze dell’ordine e punta su un divertimento pulito, non inquinato dalle droghe. A guidare la discoteca è Fabrizio De Meis, patron anche del Rimini Calcio che spiega come «il divertimento sano e sicuro eleva il lavoro svolto in questi anni dal Cocoricò, sia dal punto di vista artistico che da quello della sicurezza e del contrasto dell’eccesso e dello sballo». Nel pomeriggio di domenica De Meis ha voluto tenere una conferenza stampa nello studio del suo avvocato spiegando che dopo la notizia non ha chiuso occhio. Il patron del locale, oltre a fare le condoglianze alla famiglia della vittima, ribadisce il suo impegno contro la droga e lancia una serie di proposte a forze dell’ordine e istituzioni locali, come una campagna informativa sui rischi che derivano dall’assunzione di droghe a un presidio fisso di unità cinofile «anche a spese dell’imprenditore». Negli ultimi anni, ha ricordato poi De Meis, sono state installate 33 telecamere mentre gli addetti alla sicurezza sono 50 e, di fronte alla discoteca, c’è un presidio medico fisso con un’ambulanza privata, quella che ha soccorso in un un primo momento Lucaccioni. Un investimento da circa 150 mila euro all’anno.

Riunione di giunta A prendere la parola domenica è anche il sindaco di Rimizi, Renata Tosi: «La morte di un giovane che voleva solo divertirsi – dice – ci colpisce e addolora. Alla sua famiglia vanno le più sentite condoglianze da parte della nostra comunità. La moltitudine di giovani che scelgono Riccione per i loro momenti di svago o per passare le loro vacanze deve continuare a trovare un divertimento sicuro». Il sindaco, che alle 15.30 ha convocato una riunione di giunta apposita sul caso, ribadisce che l’amministrazione è impegnata a combattere «ogni forma di eccesso» e che è pronta «a decisioni anche radicali». «La politica – conclude – su questo tema dovrebbe essere umile e unita. Umile, perché non esiste una soluzione definitiva, ma solo un impegno quotidiano che purtroppo vanta ogni giorno vittorie ma anche sconfitte. E poi unita». Il Codacons invece, se le indagini confermeranno la morte per droga acquistata all’interno del Cocoricò, chiederà che il locale venga chiuso. «Discoteche e locali – osserva il presidente dell’associazione Carlo Rienzi – hanno il compito di vigilare su ciò che accade all’interno delle strutture, e di vietare l’ingresso e la vendita di droghe nelle aree di loro competenza».

IL CONSUMO DI DROGHE IN UMBRIA: I NUMERI

I numeri Droga il cui consumo in Italia, almeno per quanto riguarda l’ecstasy, è stabile. Nella fascia che va dai 15 ai 19 anni secondo lo studio campionario condotto nel 2014 e riportato nell’ultima relazione al parlamento sulle tossicodipendenze del Dipartimento politiche antidroga, consuma anfetamine ed ecstasy l’1,36 per cento dei ragazzi. Ben più alto invece è il consumo della cannabis, dato che quasi uno su quattro l’ha provata nel 2014 almeno una volta. Diminuisce invece il consumo di cocaina (dal 2,05 per cento all’1,58 per cento) mentre sono sostanzialmente stabili eroina (dallo 0,36 per cento allo 0,21 per cento) e allucinogeni (2,03 per cento contro 2,13 per cento).

In Umbria Il maggior consumo di cannabis, cocaina ed eroina nell’Italia centrale, mentre gli stimolanti vengono usati maggiormente nell’Italia nord-occidentale e gli allucinogeni hanno un consumo maggiore nell’Italia del nord-est. Guardando all’Umbria, A Perugia domina l’eroina, a Terni la cannabis, ma entrambe le città fanno registrare un aumento preoccupante nel consumo di nuovi tipi di droghe chimiche come Mdma e ketamina. A Terni in particolare il dato più eclatante è quello dell’incremento nel consumo di Mdma: +232 per cento (che comunque partiva da un dato basso del 2012) in un panorama di aumento di tutte le tipologie di stupefacenti.

Twitter @DanieleBovi

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