di Ivano Porfiri e Barbara Maccari
Torna il terremoto a Città di Castello. Due scosse in sequenza di magnitudo 3.6 e 3.3 della scala Richter alle 2.52 e 2.53 di martedì notte seguite da molte altre. Paura tra la gente dopo la serie sismica seguita alla scossa del 20 aprile. Mercoledì notte decine dormono nel Palazzetto. Lezioni sospese anche giovedì. Scuole aperte, invece, a San Giustino.
Tante scosse Secondo quanto riporta l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, durante la notte si sono verificate numerose scosse (circa 70), localizzate a circa quattro km ad est dell’abitato di Città di Castello, in particolate l’epicentro risulta tra le zone di Baucca e Fontecchio. Tra queste tre hanno avuto magnitudo maggiore di 3.0: l’evento di magnitudo Ml 3.6 avvenuto alle ore 02:52:16 italiane, il terremoto di magnitudo Ml 3.3 avvenuto alle ore 02:53:30 italiane, l’evento di magnitudo Ml 3.3 avvenuto alle ore 06:29:05 italiane. Dal 20 aprile (giorno in cui si è verificato il terremoto di magnitudo 3.6) sono stati localizzati più di 860 terremoti, tra questi 57 con magnitudo compresa tra 2.0 e 3.0, 6 con magnitudo maggiore o uguale a 3.0.
Nuove scosse Altre scosse sono seguite in mattinata. Alle 13.50 la terra ha tremato con magnitudo 3. E fino a sera, scossa di 2.7 alle 21.13.
Sciame riattivato Come ha spiegato Michele Arcaleni dell’osservatorio sismologico «A. Bina» di Perugia le scosse appartengono allo stesso sciame del 20 aprile: «Questa riapertura dello sciame ci ha colti tutti di sorpresa. E’ stato un evento inaspettato visto che lo sciame che ci ha colpiti il 20 aprile si era esaurito dopo 9 giorni. Stiamo comunque monitorando la situazione per capire l’evoluzione del fenomeno ma l’andatura sembra essere la stessa, solo con maggiore intensità».
Lievi danni Sono 60 le richieste arrivate in mattinata da parte di privati per la verifica di immobili. I tecnici assieme ai vigili del fuoco hanno effettuato i sopralluoghi e le problematiche riscontrate sono di lievissima entità. Dal 20 aprile ad oggi le richieste di verifiche da parte di privati sono state circa 200.
Scuole chiuse Il comune ha deciso di chiudere le scuole di ogni ordine e grado. «Il fenomeno sismico è in evoluzione e stiamo seguendo la dinamica di questo evento, avendo messo in campo tutti i mezzi a disposizione per fronteggiare un’eventuale emergenza. Abbiamo predisposto la sospensione dell’attività didattica (non chiusura, ndr) nella giornata di domani, giovedì 9 maggio, perché le famiglie non debbano gestire l’interruzione anticipata delle lezioni, nell’eventualità probabile che lo sciame sismico produca ancora fenomeni. La sicurezza degli edifici è fuor di dubbio: sono stati eseguiti sopralluoghi in tutte le sedi scolastiche e nessuna ha manifestato criticità. La sospensione dunque ha una natura esclusivamente cautelare, dettata dal buon senso e dalla razionalità con cui ognuno di noi deve affrontare le prossime ore».
Centri accoglienza I punti di accoglienza per la nottata sono due, Palazzetto dello sport e palestra della scuola media Giovanni Pascoli. I due centri sono allestiti con apposite brandine nel pomeriggio e alle o20 aperti al pubblico, per chi non volesse trascorrere la notte in casa. E a decine si sono messi in fila, circa 90 al Palazzeto tra cui due bambini affetti da varicella. Le forze dell’ordine hanno garantito la loro presenza nei pressi dei due punti. Anche il centro operativo comunale rimane aperto. Per i cittadini il riferimento è il numero telefonico 075 8520744
Per informazioni Ai cittadini che lamentano carenza di informazione da parte del comune, l’ufficio stampa ricorda che tutte le informazioni ufficiali sul terremoto sono disponibili sul sito http://www.cdcnet.net/. Nel portale ci sono anche i video delle due conferenze di oggi. Sempre dal comune smentiscono categoricamente le voci che si sono diffuse in mattinata sul social network Facebook di danni e crepe alla Torre Civica. Il monumento è in ottime condizioni.
Provincia in campo Anche la Provincia di Perugia, titolare di 5 scuole nel tifernate, si è subito mobilitata con i suoi tecnici, come ha spiegato l’assessore Roberto Bertini: «Nel giro di poche ore abbiamo subito messo in campo i nostri tecnici per i controlli e le verifiche di rito».
Impegno della Regione Il Servizio regionale di protezione civile prosegue, intanto, nel suo impegno a supporto delle attività del “Coc”, il Centro operativo comunale attivato dal Comune il 20 aprile scorso. In accordo con il Dipartimento nazionale della Protezione Civile, in considerazione del prolungarsi della crisi sismica, la Regione Umbria sta provvedendo a intensificare la rete di strumenti di rilevazione al fine di favorire un approfondito studio del fenomeno.
