di Fra. Mar.
«Dopo essere uscita dal bagno, mentre si avviava verso la classe, è stata fermata lungo il corridoio dall’uomo. L’ha presa per un braccio e l’ha portata in un angolo, impedendole di andare via. Mentre la palpeggiava le diceva se anche i suoi amici facevano così e se tutto questo le piaceva». Lo racconta il padre della dodicenne che un giorno del maggio 2011 raccontò prima alla cugina e poi alla madre, di essere stata ‘toccata’ da un bidello durante la ricreazione.
A processo Il bidello adesso è stato rinviato a giudizio per violenza sessuale dal gup Alberto Avenoso e comparirà davanti al tribunale collegiale nel febbraio del 2014. L’uomo, attraverso il suo legale Eugenio Zaganelli che sottolinea come il suo assistito non sia mai stato sospeso dalla scuola, ma solo trasferito ( che comunque avviene per prassi), si è sempre detto innocente.
La madre «Mia figlia – aveva raccontato anche la madre – molto turbata e in imbarazzo, mi ha raccontato che tornando dal bagno era stata fermata dal bidello. Una volta rientrata in aula non avrebbe detto nulla al professore, ma solo alle compagne, che – è ancora la madre – le avrebbero detto di essere state oggetto delle stesse attenzioni». Il pm Paolo Abbritti nel capo d’imputazione, ha comunque contestato solo quello specifico episodio.
