Prosegue il programma di rimpatri degli stranieri clandestini pericolosi, disposti dal questore di Perugia Nicolò D’Angelo. Nel fine settimana gli agenti dell’ufficio immigrazione, diretti dal commissario capo Claudio Giugliano, hanno rimpatriato all’A.O.C., nigeriano di 34 anni, domiciliato a Città di Castello.
La storia A.O.C., al momento del suo arrivo in Italia nel 2003, si sarebbe dichiarato falsamente di nazionalità liberiana per beneficiare del diritto di asilo politico per la guerra in atto in quella nazione. Dopo il rifiuto del beneficio e l’accertamento della sua esatta identità, dal 2005 ha vissuto in clandestinità in provincia ed è stato più volte indagato per vari reati contro il patrimonio e per stupefacenti. Nel 2009 ha presentato una richiesta di permesso di soggiorno per la «sanatoria», ma la sua istanza è stata rifiutata perché il rapporto di lavoro è risultato fittizio.
Maltrattamento in famiglia Il nigeriano successivamente ha ottenuto permessi di soggiorno provvisori per curare l’educazione dei tre figli che ha in Italia. Ma l’uomo recentemente aveva compiuto nei loro confronti maltrattamenti tanto che la sua convivente si era rivolta più volte alle forze di polizia per denunciarne le violenze formalizzando delle denunce nei suoi confronti. Proprio le denunce della convivente hanno impedito, anche nell’interesse dei figli, la concessione di ulteriori periodi di permanenza in Italia e, di conseguenza, la sua espulsione.
Espulsione Pertanto sabato mattina gli agenti del commissariato di Città di Castello, diretti dal vice questore aggiunto Marco Tangorra, che già monitoravano da alcuni giorni gli spostamenti dello straniero, lo hanno rintracciato in città e lo hanno condotto a Perugia dove, presso l’ufficio immigrazione gli è stato notificato un provvedimento di espulsione e di allontanamento immediato dal territorio nazionale con accompagnamento alla frontiera. Il giudice di pace, nella stessa mattinata, ha convalidato, nell’ apposita udienza , il provvedimento di espulsione.
Scorta all’estero L’uomo è stato quindi scortato presso l’aeroporto di Fiumicino dove ad attenderlo vi erano altri due agenti dell’ufficio immigrazione di Perugia, specializzati nei servizi di scorta all’estero, i quali hanno provveduto ad accompagnarlo fino a Lagos dove lo hanno consegnato alle autorità di polizia nigeriane.
