di Barbara Maccari

Furti e raid vandalici che venivano ripresi con i cellulari, con i video delle «imprese» che venivano mostrati agli amici o pubblicati su siti internet, come YouTube. I fatti risalgono all’estate del 2008 e protagonista degli episodi è una baby gang di 24 ragazzi tutti altotiberini. Il processo ai quattro maggiorenni del gruppo ha subito l’ennesimo rinvio per sostituzione di un avvocato. La prossima udienza è fissata per il 10 maggio 2013 con un nuovo giudice, Alberta Balloni.

La storia Ventiquattro ragazzi altotiberini, per lo più minorenni, nell’estate del 2008 si resero protagonisti di una lunga serie di raid vandalici e furti. La baby gang fu scoperta dal commissariato di polizia di Città di Castello quando una squadra volante sorprese due giovani mentre cercavano di abbattere, con grosse pietre, il vetro antisfondamento della porta d’ingresso del liceo classico. Nel corso delle indagini emerse che la band si filmava con dei telefonini per rivedere le bravate e in alcuni casi i video finirono anche su YouTube. I ragazzi per alcuni mesi seminarono il panico in città rubando e danneggiando per il mero gusto di farlo, per un malinteso senso di emulazione, o addirittura per sfuggire alla noia.

Prima condanna Cinque sono i componenti della banda maggiorenni, uno ha già chiuso la sua vicenda giudiziaria nel 2011, M.D.D., patteggiando una condanna ad un anno di reclusione, pena sospesa. Per gli altri quattro componenti della banda il processo è ancora in corso. Nell’udienza del 31 gennaio davanti al giudice Cenci i quattro ragazzi non si sono presentati ma hanno mandato i propri avvocati, Silvia Paoloni, Daniele Federici, Eleonora Paolieri e Katia Cerboni. Proprio la nomina della Cerboni al posto di Francesco Paolieri, è stata la causa del rinvio dell’udienza al prossimo 10 maggio 2013 con giudice Alberta Balloni. Il processo di fatto ancora non è iniziato a causa dei continui rinvii.

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