di Daniele Bovi
A Città della Pieve nel pieno della campagna elettorale a tenere banco è il tema sicurezza e in particolare quello dei furti in appartamento, uno dei reati a più alto tasso di allarme sociale. A parlare del problema nelle ultime ore è stato il sindaco del centrodestra Fausto Risini, in corsa per un secondo mandato (gli altri candidati sono Lucia Fatichenti e Marco Cannoni), che annuncia anche la creazione di «un’unità di cittadini volontari destinati al rafforzamento del controllo del territorio».
Controllo Per il momento si tratta di una ventina di persone che si sono organizzate in modo autonomo, riferendo poi quanto visto a carabinieri e sindaco; insomma, qualcosa che somiglia ai patti di «controllo del vicinato», strumenti di prevenzione già sperimentati e istituzionalizzati in altre zone dell’Umbria. «Non è qualcosa di organizzato dal Comune – spiega a Umbria24 Risini – più semplicemente le persone hanno paura e si sono organizzate autonomamente; vanno in giro, controllano e vigilano. Niente ronde o cose del genere. Ci coordiniamo con gruppi WhatsApp in una sorta di sinergia tra cittadini, Comune e carabinieri. Stiamo riflettendo se istituzionalizzare il controllo di vicinato».
COS’È E COME FUNZIONA IL «CONTROLLO DI VICINATO»
Il problema Come spiega il sindaco, anche nella notte tra lunedì e martedì i malviventi sono stati dissuasi dalla presenza di carabinieri e cittadini nella frazione di Canale. «Il problema – racconta Risini – si è accentuato da un anno. Prima prendevano di mira la zona residenziale a nord di Città della Pieve, poi si sono spostati nelle frazioni, in particolare Ponticelli e Maranzano». Secondo Risini queste bande che girano in zona «danno un senso pauroso di impunità. Per esempio, si nascondono dietro una siepe mentre passano i carabinieri, poi come se nulla fosse entrano in casa».
Controlli Benché le risorse umane a disposizione dei militari siano al minimo storico, i carabinieri hanno garantito tre pattuglie. Proprio insieme ai militari è stato anche pensato il piano di sviluppo della videosorveglianza: il Comune ha chiesto centomila euro attraverso un bando del Ministero dell’Interno per installare una ventina di occhi elettronici destinati a capoluogo e frazioni. «Il problema – spiega il sindaco – è che siamo rimasti fuori perché le risorse sono state destinate a realtà più grandi e a più alto tasso di criminalità; il bando però è stato riaperto e parteciperemo».
Indisturbati Da sole però le telecamere, benché utili, non possono molto: «Il risultato – dice Risini – è relativo perché magari i malviventi sono incappucciati o le auto su cui viaggiano sono rubate. Serve un controllo della zona dettagliato e preciso». Nel frattempo, i cittadini vanno in giro da soli. «I ladri – ha scritto poi Risini su Facebook – agiscono indisturbati a ogni ora del pomeriggio e della notte procurando, oltre a tanti danni materiali anche disagio, ansia e preoccupazione in tutti noi cittadini. Siamo tutti scossi e seriamente preoccupati per noi stessi e per i nostri cari. La Prefettura ha accordato una maggiore concentrazione di personale, che comunque rimane insufficiente a coprire tutto il nostro territorio, che è molto esteso».
