La conferenza stampa dopo l'arresto (Foto Barbara Maccari)

di B.A.

E’ stato arrestato per spaccio di droga, violenza e resistenza a pubblico ufficiale, R.H. di 31 anni, tunisino, pregiudicato e senza fissa dimora nel centro tifernate. Nel pomeriggio di lunedì 23 gennaio, intorno alle 17.30, alcuni uomini del personale della squadra anticrimine del commissariato di polizia di Città di Castello, in borghese, stavano effettuando controlli e monitoraggio del territorio volti al contrasto del fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti provenienti soprattutto dal capoluogo perugino, quando nei giardinetti di Piazza Garibaldi, luogo centrale e frequentatissimo da studenti e turisti, hanno notato due persone con fare sospetto.

La storia Gli agenti, un uomo ed una donna, stavano monitorando i movimenti dei due italiani noti alle forze dell’ordine, un siciliano ed un umbro. Proprio quest’ultimo, domiciliato a Città di Castello, si sposta spesso lungo tutto il territorio della provincia di Perugia probabilmente per attività illecite. Al momento dello scambio della droga, una dose di cocaina, col classico gesto del «batti cinque» i clienti si sono accorti di essere controllati dalla polizia, così anziché chiudere il pugno per afferrare la dose, l’hanno lasciata scorrere a terra. Lo spacciatore con prontezza di riflessi ha raccolto la bustina, l’ha ingoiata e ha spinto a terra la poliziotta grazie alla sua imponente stazza fisica.

La colluttazione Immediato l’intervento dell’altro agente uomo che nella colluttazione con lo spacciatore è finito in ospedale con una prognosi di 8 giorni. «L’agente ora sta bene, è solo acciaccato, con un po’ di riposo tornerà presto in servizio» rendono noto dalla polizia locale. Nel frattempo il malvivente, che non era noto alle forze dell’ordine locali, ma era un esterno, è stato trasportato col 118 in ospedale per procedere all’estrazione della droga.

Le sue parole dopo la cattura: «Io a Città di Castello non ci torno più, mi hanno beccato e sono pure finito in ospedale, una pessima giornata». Non è stato possibile la perquisizione domiciliare perché R.H. è senza fissa dimora. Al momento il tunisino, che si trova nelle celle di sicurezze della polizia di Perugia, è stato affidato a un avvocato d’ufficio ed è a disposizione dell’autorità giudiziaria per il rito direttissimo. L’importanza dei controlli degli agenti sono state sottolineate dal commissario Rosaria Broccoletti: «Cerchiamo di monitorare tutto il nostro territorio e quando arrivano soggetti esterni, a noi sconosciuti, come in questo caso, cerchiamo di capire da dove arrivano e soprattutto con chi si accompagnano, dove vengono ospitati».

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