di Barbara Maccari
Prende di mira un bar del centro tifernate per eseguire un furto. Il piano riesce ma non in pieno. Non ha fatto i conti infatti il malvivente con le telecamere di sorveglianza. Dopo l’allarme gli agenti della squadra anticrimine sanno di potere incastrare l’autore del furto se solo quelle telecamere sono attive.
Beffato dalle telecamere Alla prova dei fatti il ladro è in trappola. Infatti gli agenti visionano le immagini e non impiegano molto tempo a ricostruire l’identità dell’autore del furto tra l’altro noto alle forze dell’ordine. L’uomo è B.R., un pregiudicato italiano di 46 anni, residente a Città di Castello. Il piano è pronto: gli agenti decidono di andare dritti nella sua abitazione per trovare l’ulteriore prova del furto, ovvero il bottino.
Il blitz E le cose vanno così. Passano poche ore ed ecco il blitz degli agenti. Lui è in casa e la refurtiva è nascosta all’interno della federa del cuscino. Si tratta di una somma di denaro di 520 euro, interamente recuperata e consegnata al proprietario del bar. Per l’autore del furto la pesante accusa di furto aggravato

