di F.M.
Il particolare che più di ogni altro ha fatto insospettire gli agenti del commissariato di Assisi è stato che tutti quei referti ospedalieri redatti nel giro di poche ore, erano tutti relativi a persone giovani, tutte di origine partenopea. E’ stato da questo che i poliziotti diretti dal commissario capo Francesca Di Luca hanno ricostruito cosa era accaduto qualche sera prima in un locale di Bastia Umbra.
Napoletani a Bastia Gli iscritti al gruppo «Napoletani a Bastia», dopo mesi di post e chiacchiere via Facebook hanno deciso di fare una cena per conoscersi finalmente dal vivo e si danno appuntamento ad un ristorante gestito da un concittadino. La cena era andata anche bene fin quando però qualcuno non ha fatto un complimento di troppo ad una delle ragazze presenti. E da lì è partita la rissa. In cui sono stati coinvolte parecchie persone, compreso il titolare del ristorante, anche lui di origine partenopea. Non è stata solo una scazzottata, un ragazzo è stato anche ferito con un coltello che gli è stato puntato alla nuca.
Reticenze In molti comunque sono finiti all’ospedale con ferite più o meno gravi, ma nessuno ha pensato di chiamare la polizia. Né durante la rissa, né dopo. E quindi, se i poliziotti non avessero notato la strana coincidenza probabilmente nulla sarebbe venuto a galla, tanto più che finita la cena e medicate le ferite il gruppo è stato definitivamente cancellato. Così non esisteva più una lista dei presenti. Ma la rissa è un reato perseguibile d’ufficio, ed è proprio quello che è successo in questo caso, nonostante le reticenze incontrate dai poliziotti all’inizio degli accertamenti. Nessuno voleva parlare. Poi hanno ricostruito le cose e intanto hanno denunciato otto persone. Ma l’indagine non finisce qui. Ancora qualcuno manca all’appello.
