di M.T.

Resta a Perugia il processo contro Emiliano Volpe, il giovane romano accusato di istigazione o aiuto al suicidio per la morte di Andrea Prospero, lo studente abruzzese trovato senza vita nel gennaio 2025 in un B&b del centro storico.

La corte d’Assise di Perugia, presieduta dal giudice Angela Avila, ha rigettato oggi l’eccezione di incompetenza territoriale sollevata dalla difesa. I giudici hanno ritenuto che il reato si collochi a Perugia, dove Prospero è deceduto, e non a Roma, città di residenza dell’imputato che non ha partecipato all’udienza. L’imputato e la vittima erano in contatto solo tramite social. La Corte ha anche respinto un’ulteriore richiesta della difesa volta a escludere alcune parti civili.

La difesa ha avanzato una nuova richiesta di patteggiamento a tre anni di reclusione, ma senza il consenso dei pubblici ministeri e quindi non esaminata dai giudici. Ricordiamo che un precedente tentativo di patteggiamento davanti al Gup era stato respinto per pena ritenuta troppo bassa (due anni e mezzo).

L’udienza è stata rinviata al 22 aprile prossimo per l’interrogatorio dei primi testimoni citati dalla Procura di Perugia, guidata dal procuratore Raffaele Cantone (presente oggi in aula insieme alla sostituta Annamaria Greco). Saranno sentiti i familiari di Prospero e gli investigatori della polizia che condussero le indagini. A tutte le istanze della difesa si sono opposti i Pm e gli avvocati dei familiari della vittima, anch’essi presenti.

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