di C.F.
Tre anni di reclusione. Questa la sentenza emessa martedì mattina dal giudice del tribunale di Spoleto, Francesco Salerno, a carico di un trentaseienne di Norcia ritenuto colpevole della ricettazione di circa 190 mila euro in assegni consegnatigli da Adriano Di Stefano ma emessi da terzi.
Ancora tre processi sul caso Di Stefano Si tratta della prima condanna sul caso della truffa da circa 800 mila euro per la quale è imputato in un altro procedimento proprio Di Stefano, l’ex vicesindaco di Norcia ed ex broker finanziario accusato di aver fatto svanire nel nulla l’ingente somma affidatagli da numerosi risparmiatori. Oltre al processo che lo vede coinvolto, al tribunale di Spoleto sono in corso altri due procedimenti a carico di nove persone tutte accusate di ricettazione, a cui si aggiunge quello arrivato a sentenza martedì mattina.
Condannato per ricettazione Con la pronuncia il giudice ha accolto le richieste formulate dal pm Flavio Grassini e condannato a tre anni di reclusione il trentaseienne, assistito d’ufficio dall’avvocato Roberto Calai, in aula anche l’avvocato Mastalia che ha rappresentato l’unico risparmiatore costituitosi parte civile e che il trentaseienne dovrà risarcire in sede civile. La ricettazione è stata riconosciuta alla luce della riscossione di assegni emessi da quattro risparmiatori per complessivi 191.500 euro e consegnati a di Di Stefano che avrebbe dovuto investirli in prodotti finanziari. Tra il 2006 e il 2007 il trentaseienne, che a sua volta aveva affidato circa 40 mila euro all’ex vicesindaco per analoghe operazioni, ha poi passato all’incasso le somme, manovra che gli è valsa la condanna per ricettazione.
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