di Fra. Mar.
Per gli agenti della polizia penitenziaria dell’Umbria, le priorità, per cui la Regione dovrebbe aiutarli ad ottenere qualche miglioramento sono le seguenti: l’apertura di un centro clinico a Perugia che «possa sopperire alle esigenze sanitarie dei detenuti presenti nei 4 istituti umbri o in alternativa potenziare le attuali “sezioni protette” già presenti negli ospedali di Terni e Spoleto nonché crearne una presso l’ospedale di Perugia al fine di aumentare la sicurezza, nei casi di visite o di ricoveri, diminuendo cosi il numero di poliziotti occorrenti per il trasporto o il piantonamento del detenuto, con conseguente risparmio delle risorse finanziarie per lo Stato».
Radicalismo «Chiediamo alla Regione anche di aiutarci nella formazione e nel campo della mediazione culturale, viste le esigenze di integrazione dei detenuti stranieri, che sono oltre il 70 per cento del totale, e le difficoltà legate a una realtà linguistica e culturale che non consente di valutare i rischi di un radicalismo che, in situazioni di reclusione, può proliferare grazie a imam improvvisati».
Carenza personale I rappresentanti del Sapp, Fns-Cisl e Spp hanno chiesto la disponibilità, da parte del Regione, ad un intervento presso il Dipartimento di Giustizia per colmare la mancanza di personale che viene lamentata in tutti i penitenziari dell’Umbria. In particolare, a Capanne «la carenza nel ruolo degli Ispettori e dei Sovrintendenti, figure fondamentali per la realizzazione del progetto innanzi descritto, è rispettivamente del 62 e 33 %». Per Spoleto, «molti poliziotti andranno in pensione, e se non adeguatamente sostituiti causeranno delle gravi carenze che si aggiungeranno alla già attuale mancanza di circa 15 unità». Per l’istituto di Terni hanno evidenziato la «grave e cronica carenza di personale di polizia penitenziaria nei vari ruoli: circa dell’ 80% nel ruolo dei degli ispettori e sovrintendenti, mentre la carenza nel ruolo agenti/assistenti è determinata dagli innumerevoli distacchi fuori sede (circa 40 poliziotti) che si somma all’incompletezza della pianta organica stabilita dal dipartimento, determinando un pesante aggravio del lavoro ed un aumento dello stress correlato».
Alta sicurezza Un’altra preoccupazione spiegata durante l’audizione in terza commissione in Consiglio regionale, è legata alla «prossima apertura di una sezione detentiva di osservazione psichiatrica giudiziaria, in cui sono previsti 6 posti per detenuti psichiatrici», per cui non è stata prevista una formazione specifica. Gli agenti chiedono inoltre che i detenuti ad «alta sicurezza» vengano tutti riuniti in un unico istituto. «Non per ultimo – spiegano in una nota – si chiede che venga valutata la possibilità di aumentare la sicurezza nel territorio ove sono presenti gli istituti penitenziari poiché dove sono presenti detenuti ad alta sicurezza c’è sempre correlato uno spostamento delle loro “famiglie”, se non in molti casi uno vero e proprio insediamento che inquina la serenità di vita della popolazione Umbra».
Meno detenuti Le belle notizie: al 31 dicembre 2015 il numero dei detenuti nelle carceri umbre risulta sensibilmente calato rispetto al 2014: da 1404 a 1239. Anche in conseguenza di ciò, nel 2015 si sono verificati meno episodi di autolesionismo (da 138 a 110) e i tentativi di suicidio sono dimezzati: dai 18 del 2014 ai 9 del 2015.
