Carcere di Sabbione (foto U24)

Nuova aggressione nel carcere di Terni. Sarebbe sempre lo stesso detenuto di 32 anni il protagonista del secondo episodio violento verificatosi nelle ultime 48 all’interno della casa di reclusione di Sabbione dove, venerdì mattina, un ispettore e un paio di agenti della penitenziaria sono stati nuovamente colpiti dal recluso condannato per spaccio internazionale di droga e considerato affiliato alla mafia pugliese.

Nuova aggressione nel carcere di Terni Il personale aggredito è stato medicato nell’infermeria del carcere di Terni. A denunciare la nuova aggressione è il segretario regionale della Fns-Cisl, Riccardo Laureti, che attraverso una nota stampa evidenzia la gravità dei fatti e soprattutto invoca immediati provvedimenti a carico del trentaduenne: «Questi episodi violenti sono meritevoli a nostro avviso di un’adeguata risposta da parte delle autorità preposte che auspichiamo intervengano celermente in questo senso. Provvedimenti a carico di detenuti che si macchiano di tali azioni, in violazione ai regolamenti di condotta dei detenuti, non sono sola giusta e conseguente risposta alla violazione, bensì rappresentato anche un esempio per il resto della popolazione carceraria al fine di evitare un’escalation di violenze nei confronti del personale della penitenziaria».

Cisl e Ugl chiedono subito provvedimenti A intervenire sul caso anche l’Ugl, attraverso il vicesegretario regionale Francesco Petrelli: «Livelli di sicurezza troppo bassi a fronte di dinamiche penitenziarie stravolte. La direttrice e il comandante del carcere di Terni si sono assunti dei rischi altissimi, mettendo a repentaglio l’incolumità personale degli operatori penitenziari. Troppa attenzione per i detenuti eccellenti, alta considerazione solo per alcuni e il sistema inevitabilmente cade a pezzi. Terni è una polveriera a rischio implosione, l’amministrazione centrale e la direzione di Terni devono prendere provvedimenti immediati. I detenuti As3 non possono più rimanere a Terni, personale non confacente e struttura non adeguata ad accogliere simili soggetti ad alto indice criminale. L’Ugl esprime nuovamente solidarietà al collega coinvolto e invita tutte le istituzioni a intervenire, ennesima richiesta, su una situazione che diversamente può solo precipitare. Troppo buonismo non porta sicuramente a risolvere una situazione incandescente. L’Ugl invita il ministro degli Interni a nominare subito un Prefetto. Terni ha bisogno di sicurezza interna ed esterna».