di Francesca Marruco

Se anche lo scorso anno è stato caratterizzato da limitatissime e lievissime ferite per i botti, la vera ermergenza, come dichiarano gli operatori dell’ospedale di Perugia, è l’alcol. Nella ormai tradizionale conferenza stampa prima di capodanno in cui Polizia e Ospedale cercano di sensibilizzare i cittadini ad un uso consapevole e non pericoloso dei fuochi d’artificio, Mario Capruzzi, responsabile del 118 regionale, ha snocciolato numeri allarmanti sull’abuso di alcol tra i giovanissimi.

800 in un anno «Una decina d’anni fa l’età interessata era quella dai 18 ai 24 anni, nell’ultimo periodo invece il range di età si è pericolosamente abbassato tra i 18 e i 14. Solo nel 2014 – ha spiegato Capruzzi – gli ingressi al pronto soccorso per abuso di alcol sono stati 500, in più altre 300 persone sono state soccorsi da mezzi sanitari sempre per lo stesso motivo». Un numero altissimo dunque. E se prima, come spiega sempre Capruzzi, il rapporto tra ragazzi e ragazze era di 8 maschi su dieci, adesso ci si aggira su un 6-4. E all’ospedale, ubriachi fradici, quando non in coma etilico, ci finiscono in qualsiasi giorno della settimana. « Prima il fenomeno era più limitato al fine settimana e alla feste – dice ancora Capruzzi – adesso si inizia dal giovedì, ma in realtà è sempre fine settimana». Nel week end la lunga processione dei genitori che viene a recuperare i figli ubriachi al pronto soccorso aumenta sempre di più.

Task force E quasto quando queste persone non vengono coinvolte in incidenti diversi. E’ infatti evidente che molto spesso gli ubriachi provocano incidenti automobilistici, come è successo anche in Umbria nel 2014. E lo scorso capodanno ad arrivare al pronto soccorso a Perugia per intossicazione alcolica sono state circa 40 persone, due delle quali in condizioni molto serie. Dunque anche per quest’anno, come ha annunciato il direttore generale Walter Orlandi, l’ospedale si appresta a mettere in campo una task force per poter rispondere al meglio alla domanda di aiuto che certamente arriverà. Lo scorso anno gli interventi del pronto soccorso di Perugia sono stati circa 150, di cui solo due e lievi legati a traumi da fuochi d’artificio.

Danni permanenti E’ stato il professor Auro Caraffa, primario della struttura complessa della clinica ortopedica e traumatologica a puntualizzare che «l’anno scorso non ci sono state a Perugia lesioni importanti da botti. Questo ci tranquillizza sul buon senso della popolazione umbra, però non bisogna mai abbassare il livello di guardia perchè in queste situazioni il pericolo è dietro l’angolo. Le lesioni da botti – ha spiegato Caraffa – possono essere di vario tipo, in rapporto alla potenza dei materiali esplodenti, da minime ustioni fino a lesioni gravissime e devastanti soprattutto alle mani. E se il danno è importante, purtroppo non si tratta di lesioni da taglio in cui è possibile “riattaccare” la parte amputata, si cerca di ricostruire per quanto possibile i tessuti danneggiati, ma spesso con esiti permanenti ed invalidanti». La dottoressa Fogliani e l’ispettore Rughetti della questura di Perugia hanno poi ribadito che i fuochi d’artificio sicuri sono solo quelli autorizzati dal ministero dell’Interno, che comunque vanno ovviamente venduti solo a maggiorenni ed utilizzati solo seguendo specifiche accortezze.

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