di M.R.
È una forma di lotta al randagismo e un richiamo a osservare scrupolosamente la legge regionale, la campagna di controlli che sta effettuando in queste settimane l’Unità operativa complessa di Sanità animale (Dipartimento di prevenzione della Usl Umbria 2), costata, a proprietari di cani e gatti che hanno violato le norme in materia di registrazione all’anagrafe animale, sanzioni da oltre 200 euro. Si tratta di verbali di accertamento di infrazioni commesse in violazione della L.R. n° 11 del 2015, art. 219 e non ha importanza se siano posizioni regolarizzate da tempo perché come spiega il responsabile dell’Usl in materia, dottor Roberto Giannelli, «la contestazione della violazione può essere effettuata entro 90 gg dall’accertamento, ed entro 5 anni dall’evento».
Anagrafe canina La legge regionale del caso stabilisce che il proprietario di un cane è tenuto a registrarlo all’anagrafe regionale informatizzata, collocata nel Sistema informativo veterinario ed alimenti (Siva) e connessa con l’anagrafe nazionale, entro 60 giorni di vita dell’animale o entro dieci giorni dal possesso nel caso di animale non registrato. In ogni caso è obbligatoria la registrazione prima della cessione, effettuata a qualunque titolo. «Tra le attività che l’unità operativa Sanità animale dell’azienda di via Bramante a Terni svolge – spiega allora a Umbria24 Giannelli – c’è la ‘prevenzione e la lotta al randagismo canino attraverso la cattura degli animali vaganti sul territorio e la gestione dell’anagrafe canina; la sterilizzazione e il controllo delle colonie di felini in libertà’. Il Codice di prevede inoltre, all’art.57 comma 3, che sono altresì ufficiali e agenti di polizia giudiziaria, nei limiti del servizio cui sono destinate e secondo le rispettive attribuzioni, le persone alle quali le leggi e i regolamenti attribuiscono le funzioni previste dall’art.55′ pertanto tutti i dirigenti veterinari e gli operatori tecnici di polizia veterinaria sono ufficiali e agenti di polizia giudiziaria durante l’espletamento delle loro funzioni». E proprio nell’ambito di controlli di routine sono state elevate sanzioni amministrative a proprietari di cani a carico dei quali è stata rilevata la violazione della legge. Chiunque riceva una sanzione amministrativa, comemindicato nel verbale, può fare ricorso presentando scritti difensivi entro trenta giorni dalla notifica all’Usl. «Ad oggi – rivela il dott. Giannelli – sono pervenuti all’Ufficio sanzioni 20 verbali di contestazione amministrativa e 5 ricorsi in opposizione».
Controlli e sanzioni L’accertamento di tali violazioni potrebbe (condizionale d’obbligo) avere conseguenze anche sui veterinari che hanno effettuato a suo tempo la registrazione degli animali. Si tratta infatti di professionisti autorizzati all’applicazione del microchip con delibera del direttore generale della Usl Umbria 2, quindi incaricati di pubblico servizio con le responsabilità connesse. I medici veterinari autorizzati – recita la norma – devono in ogni caso verificare la presenza del microchip identificativo del cane. Nel caso di mancanza o di illeggibilità dello stesso, il proprietario o il detentore devono essere informati degli obblighi di legge e il medico veterinario libero professionista autorizzato ne deve dare comunicazione al servizio veterinario. L’omessa comunicazione al servizio veterinario comporta la revoca dell’autorizzazione all’anagrafe.
Lotta al randagismo Gli uffici competenti insomma faranno tutte le valutazioni del caso, ma i controlli in corso stimolano quantomeno la riflessione sull’opportunità di ‘penalizzare’ – se così si può dire – coloro che risultano aver registrato, seppure in ritardo rispetto alle tempistiche dettate dalla norma, i propri cani. Umbria24 ha quindi chiesto al dottor Giannelli se non pensa che questo possa disincentivare nuove iscrizioni all’anagrafe canina e quindi incrementare il fenomeno del randagismo spiegando allo stesso tempo qual è l’importanza di rispettare invece i termini di legge, al di là del rischio di incorrere in sanzioni. «Non parlerei di ‘penalizzazione’ ma solo di rispetto della normativa vigente che, a parere del sottoscritto, è del tutto adeguata al controllo del randagismo. Se tutti i proprietari di cani facessero la denuncia di cucciolata entro i termini di legge e l’identificazione dei cuccioli entro 60 gg dalla nascita e comunque prima della cessione, questo eviterebbe l’identificazione fuori tempo di cani adulti. Si precisa che se un cane vagante è sprovvisto di microchip, chi lo trova è tenuto a fare la segnalazione alla polizia locale del Comune e solo dopo gli accertamenti sanitari e amministrativi espletati dal Servizio veterinario può prenderlo in affidamento».
