di C.F.
Il Tar dell’Umbria ha annullato gli atti con cui il Comune di Campello sul Clitunno ha respinto le richieste di Wind che in località Lenano vorrebbe installare una stazione radio. I giudici amministrativi (presidente Lamberti, consiglieri Santini e Amovilli) hanno dato ragione alla compagnia telefonica che ha impugnato sia il documento con cui l’ente nel giugno scorso ha definitivamente acceso disco rosso sul progetto, che alcune norme di attuazione del piano degli impianti radioelettrici.
Stazione radio Wind a Campello In particolare, secondo il tribunale il diniego del Comune è stato tardivo perché è arrivato dopo 90 giorni dalla presentazione della pratica Wind agli uffici, andando così a formare il silenzio assenso per la realizzazione della stazione base. Dal canto suo il municipio ha portato in aula il parere dell’Arpa, peraltro positivo, spiegando come si fosse attesa la posizione dell’agenzia regionale per esprimersi definitivamente. In questo senso, il Tar ha ribadito come il documento debba essere prodotto successivamente al via libera dell’ente alla costruzione della struttura con la conseguenza che il termine per la formazione del silenzio assenso decorre dalla presentazione del progetto, depositato nel dicembre 2014.
La pronuncia del Tar dell’Umbria Inoltre i giudici amministrativi hanno riconosciuto come illegittime alcune parti del piano comunale che regola l’installazione degli impianti radioelettrici. Il documento individua due soli siti del territorio di Campello su cui realizzare le strutture in questione assumendo così il profilo di un divieto di natura generale che l’ente non può naturalmente imporre. Infine, il Tar contesta anche un difetto di motivazione nella decisione dell’ente nella parte in cui afferma «il nuovo impianto si colloca in prossimità del borgo medievale di Campello Alto e su aree agricole con colture pregiate (uliveti) e boschi di leccio e di particolare interesse naturalistico-ambientale» senza in alcun modo individuare e specificare la natura e l’origine di tali vincoli. I giudici hanno quindi accolto il ricorso di Wind che, verosimilmente, tornerà alla carica col progetto.

Tutto già deciso, dovevano far credere al popolo bue che, l’Amministrazione non era favorevole! Poi la frittata l’hanno rivoltata grazie al parere positivo dell’ARPA (sic) arrivato peraltro in ritardo. Ma quello che è grave è l’aver fatto trascorrere i 90 giorni del silenzio-assenso. Roba da dilettanti allo sbaraglio!