di Massimo Colonna    

Gli smartphone e gli Ipad di tre indagati nell’inchiesta ‘I treni del gol’ finiscono nel mirino della procura della Repubblica di Catania. Tra i nomi coinvolti nel nuovo filone di accertamenti non c’è quello di Jens Janse, il difensore olandese della Ternana finito nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta partita il 23 giugno scorso. Giovedì mattina nelle aule del tribunale di Catania si è tenuta una udienza del procedimento in cui il giudice ha conferito ad un tecnico il compito di acquisire il traffico dati sui cellulari e sui tablet posti sotto sequestro.

CALCIOSCOMMESSE LA SENTENZA

Nuove indagini Da tempo da Catania si vocifera di nuovi approfondimenti sulle posizioni degli indagati, dopo il materiale (comprese le intercettazioni) utilizzato in una prima fase. La procura dunque sta procedendo per chiarire quali siano le eventuali responsabilità dei giocatori e degli altri sottoposti ad indagine in modo da poter definire in modo più preciso il quadro giudiziario. Il tutto prima di passare poi la parola alla giustizia sportiva.

Il traffico dati Ecco dunque che il traffico dati dei tre indagati finirà sotto la lente d’ingrandimento degli investigatori, alla ricerca di qualche eventuale elemento che possa supportare la tesi sostenuta dalla procura di Catania. L’udienza di giovedì mattina è dunque soltanto solo il primo passo e ora c’è da aspettare l’esito di queste nuove analisi per capire quali potrebbero essere le eventuali responsabilità.

La posizione di Janse All’udienza ha preso parte anche Francesca De Nicola, l’avvocato che difende la posizione di Janse, visto che il procedimento in questa fase è aperto ai rappresentanti legali di tutti gli indagati. Ma questi approfondimenti non riguardano il difensore olandese. Janse quindi è ancora in attesa di sviluppi sulla sua posizione. Il fatto che non sia stato convocato per le nuove indagini potrebbe lasciare supporre che la sua posizione sia ritenuta meno ‘pesante’ (o del tutto pulita, ovviamente) a livello giudiziario rispetto a quella di altri. Su questo fronte si aspetta la notifica della chiusura delle indagini, in cui per il giocatore a questo punto resta l’ipotesi di una archiviazione.

Catania in Lega Pro Intanto arriva la sentenza della procura federale sull’inchiesta siciliana: il Catania viene retrocesso in Lega Pro e condannato ad una penalità di 12 punti, con in più una multa di 150mila euro. Sanzione da 300mila euro per l’ex presidente Pulvirenti, squalificato per cinque anni. Quattro anni di squalifica per l’ex ad Cosentino, con ammenda da 50mila euro. Entro lunedì c’è la possibilità di presentare appello in vista del secondo grado di giudizio, previsto tra una decina di giorni.

Twitter @tulhaidetto  

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