di Francesca Marruco
E’ stata abbandonata lungo la strada in uno scatolone, in mezzo alla vegetazione, come il più inutile dei rifiuti. E’ stato ritrovato in questo modo, lungo via Pasciana che collega Spello a Foligno, il cadavere di una donna, più tardi identificato grazie alle impronte digitali in una 62enne ucraina che di mestiere faceva la badante. Sul suo corpo, trovato rannicchiato quasi in posizione fetale, i segni evidenti di un’esecuzione: due, o più ferite alla testa provocate forse da una spranga, che con ogni probabilità, ne hanno provocato il decesso. Ore di indagini febbrili per trovare il colpevole: gli inquirenti setacciano la vita privata della vittima.
VIDEO: LUOGO DEL RITROVAMENTO – SALMA PORTATA VIA
Il ritrovamento Olga, questo il suo nome, è stata ritrovata per caso da un uomo che si è fermato lungo la statale per urinare. Al limite di un piccolo slargo non asfaltato, oltre alcuni arbusti, vicno alla stazione ferroviaria di Spello, tra la strada e i binari, l’uomo ha visto che c’era qualcosa di strano e ha sentito un odore fortissimo. Senza toccare troppo lo scatolone, è riuscito a vedere abbastanza per capire che dentro c’era il corpo di qualcuno. Ha subito chiamato i carabinieri. Poco dopo, i militari, giunti da Foligno e da Perugia – presenti sul posto il comandante provinciale Angelo Cuneo e il maggiore Giovanni Rizzo e il capitano di Foligno Andrea Mattei- esaminavano la scena del ritrovamento e le macabre caratteristiche della tomba improvvisata con uno scatolone di un frigorifero.
Lo scatolone Il suo corpo, imbrattato di sangue, era avvolto in coperte e lenzuola, sacchi della spazzatura e scotch. Lo hanno trovato in questo stato i carabinieri e il medico legale Sergio Scalise Pantuso dentro lo scatolone, quando, dopo averlo prelevato dal luogo del ritrovamento, è stato trasferito all’istituto di medicina legale di Perugia per un primo esame esterno. A sua volta lo scatolone, lungo all’incirca un metro e mezzo e largo settanta centimetri, era chiuso con dello scotch da pacchi.
Niente biancheria e scarpe La donna era vestita solo con una vestaglia, nera con dei fiorellini rosa, non aveva né mutande, né reggiseno, e neanche le scarpe. Questo particolare potrebbe suggerire più ipotesi: ad esempio che sia stata uccisa in un posto chiuso, forse in qualche misura familiare, certamente non per strada dove non sarebbe andata senza neanche le mutande addosso. Olga è stata uccisa probabilmente con almeno due colpi forti sferrati alla testa con un corpo contundente, ma sul viso potrebbe avere i segni di altre botte. Particolari che verranno chiariti definitivamente solo durante l’autopsia che dovrebbe avvenire entro un paio di giorni.
Morta recentemente Intanto però, sempre attraverso l’esame cadaverico esterno, è emerso che la donna sarebbe stata uccisa nell’arco delle 24 ore precedenti al ritrovamento. Dunque il corpo lungo quella strada ci è finito tra lunedì sera e martedì mattina. Forse di notte. Quando era più facile agire e non essere notati in una strada piuttosto trafficata come quella.
In due? Forse, a lasciare quel cadavere in quello stato lungo la strada, potrebbero essere state due persone: questo perché, secondo chi ha visto lo scatolone e il cadavere della donna robusta, sarebbe stato impossibile farlo da soli. Impossibile spostarlo, impossibile caricarlo in un mezzo di trasporto, impossibile metterci lo scotch su tutti e quattro i lati. Il medico legale ha anche prelevato quello che c’era sotto le unghie della donna, nella speranza che conduca al suo killer, o che diventi un indizio contro di lui.
Il marito non c’è Le indagini per scovare l’assassino di Olga sono state febbrili dai primi istanti successivi al ritrovamento. Il pubblico ministero Mario Formisano, dopo aver assistito all’esame del cadavere a Perugia, è tornato a Foligno, dove in caserma sono state sentite parecchie persone che avevano conosciuto la donna, o presso cui aveva avuto un impiego. Olga, a Foligno dal 2004, aveva lavorato come badante in più posti e a volte faceva anche le notti in ospedale. Ma ultimamente sembra lavorasse meno. Era sposata Olga, con un uomo italiano di 67 anni, che però al momento risulta irreperibile e con cui forse non viveva neanche insieme in un appartamento del centro di Foligno. Sembra che i due ultimamente andassero poco d’accordo.
Lo scatolone I militari hanno anche un’altra importante pista da seguire: quella della provenienza dello scatolone in cui era contenuto il cadavere. E le tracce che potrebbe aver trattenuto. Secondo indiscrezioni lo scatolone arriverebbe da un negozio di Foligno. Non è chiaro chi lo abbia preso, anche perché molto spesso gli scatoloni vengono lasciati fuori dagli esercizi commerciali ed è dunque quasi impossibile capire chi potrebbe averlo preso. Al vaglio degli inquirenti filmati che potrebbero essere utili. Lo scatolone invece, su cui potrebbero essere rimaste impronte dell’assassino, verrà forse mandato al Ris. Accertamenti, interrogatori e verifiche sono andati avanti fino a tarda notte. Con l’intento di fermare l’omicida di Olga. Che gli inquirenti cercano tra una cerchia molto ristretta di persone.
