La conferenza stampa in questura

di Ivano Porfiri

«Per un petardo si può rischiare di rimetterci una mano, cioè di non poter compiere per tutta la vita neppure il più semplice gesto quotidiano». Il monito a pochi giorni dall’ultimo dell’anno viene da chi è in prima linea nel fronteggiare gli incidenti più comuni durante il periodo delle festività. Il professor Massimo Massarella, chirurgo specializzato in Chirurgia del polso e della mano del Santa Maria della Misericordia, insieme alla divisione di polizia amministrativa della questura di Perugia lanciano un appello ai cittadini: «Siate responsabili, specie verso i vostri figli stando lontani dai botti pericolosi».

Sequestro a Magione Le forze dell’ordine, come ogni dicembre, sono particolarmente attive nel controllo e sequestro dei botti fuorilegge. L’ultimo, ad opera degli agenti della polizia amministrativa della questura, è avvenuto a Magione: 135 petardi ritenuti «molto pericolosi» a causa del loro «effetto dirompente» sono stati sequestrati in un negozio di caccia, perché tenute vicine a munizioni e cartucce. La titolare, una donna di 50 anni, è stata denunciata a piede libero per il reato di inosservanza alla tenuta del materiale. Nei suoi confronti la polizia ha chiesto alla prefettura la sospensione della licenza.

L’appello alle famiglie L’attività di controllo rientra nei compiti di prevenzione della polizia amministrativa. Così come di prevenzione si è parlato nel corso di una conferenza stampa in questura. «L’appello che lanciamo è soprattutto alle famiglie – ha detto Maria Letizia Tomaselli, dirigente della divisione di polizia amministrativa, sociale e dell’immigrazione – adoperate solo il materiale consentito, venduto nei negozi autorizzati e nell’uso tenete comunque lontani i minori».

Botti sequestrati

I botti e i rischi Sono state poi elencate le varie categorie di articoli pirotecnici, così come suddivisi dal decreto ministeriale dell’agosto scorso. In particolare, quelli di categoria IV e V, gruppi C, D ed E. Per alcuni di questi la vendita è riservata ad operatori professionali, mentre per acquistarne altri ritenuti ”pericolosi” è necessario esibire un documento d’identità e il venditore ha l’obbligo di trascrivere il nome dell’acquirente. Dall’11 settembre scorso inoltre – ha spiegato Tomaselli – non è più consentito produrre, importare o vendere prodotti esplodenti ”non classificati” o di ”libera vendita”. Chi commercializza razzi e petardi superiori, rispettivamente, a 75 e sei grammi, che non possono essere venduti a minori, rischia l’arresto fino a due anni e una multa che può arrivare a 200 mila euro.

Danni agli arti Ma oltre ai rischi di legge, ben più gravi possono essere le conseguenze di chi, per divertimento, usa impropriamente i botti di Capodanno. «Si rischiano ustioni, ma anche di perdere una falange, un dito o addirittura tutta la mano», ha detto il dottor Massarella (che si occupa di questi temi anche sul suo sito internet), il quale ha ammonito: «Non sempre si può ricostruire l’arto lesionato: in alcuni casi i danni sono devastanti». Per capodanno l’ospedale di Perugia, come ogni anno, attuerà servizi straordinari per medicazioni alle mani. «C’è reperibilità h24 – ha precisato Massarella – ma il rischio non è limitato alla notte di San Silvestro: i danni peggiori di solito avvengono nei giorni successivi, quando si raccolgono fuochi inesplosi o si mettono insieme i botti avanzati. Quindi raccomandiamo la massima precauzione perché la mano è il bene più prezioso per la vita quotidiana di una persona e solo quando si perde, spesso, una persona se ne rende conto».

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