La celebrazione funebre

di Fra.Mar.

Sono arrivate avvolte in un telo di iuta le due bare dei piccoli Ahmed e Jihane. Pochi passi dietro di loro c’era la loro madre Naoual sorretta dalle due sorelle. Quasi non riusciva a camminare quella povera donna straziata da un dolore tanto grande. Occhiali scuri e telo nero in testa le nascondevano il volto, ma ogni suo gesto tradiva il suo immenso dolore. Per aiutarla a superare il momento, l’ex Imam di Umbertide, ha esortato le donne arabe presenti a non lasciarsi andare a lamenti.

L’ultimo saluto ai piccoli. Il video

Il dolore e il rito funebre islamico. Le immagini

 I fiori  Ma l’intento era impossibile da realizzare. Non si può non piangere per una tragedia tanto grande. E mamma Naoual infatti non ce l’ha fatta. Ci hanno provato i compagni di scuola delle piccole vittime a rincuorarla deponendo ai suoi piedi i fiori che avevano portato. Sono arrivati con in mano gerbere bianche e rosa. Ognuno di loro ha lasciato la sua ai suoi piedi, e l’ha baciata. Ma nessuna consolazione può lenire un dolore tanto immenso e disumano.

La preghiera   «Siamo qui per dare l’addio a due bambini innocenti – ha detto l’Imam di Umbertide  Chafik Eloquaili che ha officiato il breve rito-. Quello compiuto è un gesto folle e disumano che va contro la religione islamica. Preghiamo Allah affinché dia pazienza e forza alla madre per superare questa tragedia».  «Chiunque uccida un essere umano sarà come se uccidesse tutta l’umanità e chiunque salvi una vita sarà come se salvasse la vita a tutta l’umanità» ha aggiunto l’Imam.

La comunità   Accanto all’Imam di Umbertide una folta rappresentanza della comunità islamica di Umbertide e Città di Castello. Tante donne e tanti uomini, rigorosamente separati da una parte e dall’altra, hanno pregato in arabo insieme ai famigliari di Jihane e Ahmed.  Le stesse persone che lunedì sera sfileranno a Città di Castello in una fiaccolata silenziosa per ricordare i bambini vittime di un odio cieco.

L’ultimo viaggio   Il loro ultimo viaggio i due angeli morti vittime di una guerra che non hanno combattuto lo percorreranno martedì con un volo che da Roma Fiumicino li riporterà in Marocco. Prima a Casablanca, poi a Kounaitra. Li accompagnerà la loro mamma, e un loro zio. La donna verrà sostenuta, anche economicamente, dalle amministrazioni comunali di Umbertide e Città di Castello che hanno promosso una raccolta di fondi.

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