di F.M.
Lo aveva deciso da quindici giorni che li avrebbe uccisi per portarli con lui. Lo ha detto durante l’interrogatorio di garanzia al gip Luca Semeraro. Mustapha Hajjaji, il muratore marocchino che martedì scorso ha sgozzato i suoi due figli Ahmed e Jihane di otto e dodici anni, è stato trasferito nel carcere di Spoleto.
L’idea Il gip di Perugia nella sua ordinanza scrive che Hajjaji aveva « da circa 15 giorni l’idea di morire uccidendo Ahmed e Jihane portandoli via con sé come ‘cose’ alle quali teneva di più. Dunque il motivo dell’omicidio è nell’idea dell’amore paterno come possesso: morire, portando via con sé nell’aldilà i figlioletti, senza alcuna consapevolezza che compito di un padre è esattamente il contrario, ossia quello di far crescere i propri figli secondo le loro inclinazioni, aiutandoli a diventare adulti ed indipendenti. Non cose da portare via».
La sera dell’omicidio. Il video
La vendetta «Il duplice delitto matura nella contrapposizione con la moglie – sostiene ancora il gip – e anche il rapporto con lei rivela un amore inteso come possesso del coniuge. A questa idea di possesso voleva, legittimamente, sottrarsi Naoual con la separazione di fatto e poi con il divorzio. Dunque portare via con sé i figli significa portarli definitivamente via alla madre: è questo un altro motivo dell’omicidio, anch’esso abietto, perché costituisce la vendetta, la punizione estrema nei confronti della moglie. Non c’è nulla di peggiore per una madre della morte dei figli».
Sul luogo della tragedia. Il video
La premeditazione «Maturata l’ideazione del duplice omicidio – scrive ancora il giudice – Mustapha ha atteso il momento propizio recandosi presso l’abitazione in cui vivevano i figli, ben sapendo che la madre era al lavoro e non era quindi presente per difenderli». Venerdì intanto con una nota il sindaco di Umbertide Giampiero Giulietti ha rivolto un «sentito ringraziamento» all’Azienda ospedaliera di Perugia e al suo commissario staordinario Walter Orlandi per «la grande professionalità e attenzione dimostrate in occasione delle esequie dei piccoli Amhed e Jihane». Giulietti sottolinea che la cerimonia si è svolta, al Santa Maria della Misericordia, «in maniera ordinata e composta e nel segno del più profondo rispetto per il dolore della madre e della sua famiglia e delle tante persone che hanno voluto prendere parte ai funerali».

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