Il sindaco di Bevagna Analita Polticchia

Un appello alla Regione per evitare un dissesto ingiusto e soprattutto il commissariamento. Chiede un sostegno economico di 300 mila euro per chiudere il bilancio previsionale 2014, il sindaco di Bevagna Analita Polticchia da giorni sul piede di guerra per i tagli dei trasferimento dello Stato che continuano a colpire nel bel mezzo di un percorso di risanamento delle casse dell’Ente, che dal 2011 cerca di ripianare di 1.2 milioni di euro, praticamente mezzo bilancio.

‘Salva Bevagna’ sul tavolo di Renzi Il primo cittadino, però, fa sapere di essere in pressing anche sul Governo e di aver messo nelle mani del premier Matteo Renzi la proposta ‘salva Bevagna’, vale a dire la possibilità di poter aggirare il rischio dissesto, attraverso la dilazione del debito con un piano pluriennale e utilizzo di proventi di alienazioni sempre destinati alla sua copertura, ma anche rivedendo i criteri di distribuzione del fondo di solidarietà. Di incontri con rappresentanti del Governo, il sindaco sostiene di averne già avuti diversi e di aver intravisto qualche spiraglio, tuttavia il timore è di non riuscire ad approvare il documento economico entro il termine del 30 settembre.

L’appello del sindaco Polticchia Ergo, nell’appello alle istituzioni Polticchia scrive: «Purtroppo Bevagna è con le spalle al muro e non abbiamo altri strumenti a disposizione avendoli già esauriti con il piano di risanamento avviato nel 2011, mentre altri come i mutui bancari sono già stati sfruttati dalla precedente gestione amministrativa, non credo quidi che possiamo essere considerati alla stregua di comuni ‘spreconi’ o ‘mal gestiti’ quando, invece, stiamo procedendo proprio in senso contrario con destrutturazione della spesa e drastici tagli, che tutti i miei concittadini stanno subendo con sacrificio ma nell’interesse superiore dell’intera comunità».

«Rischio dissesto e commissariamento» Ma se Governo e Regione non dovessero mostrarsi sensibili, accogliendo la proposta ‘salva Bevagna’ o erogando i 300 mila euro, secondo il primo cittadino non resterebbe che dichiarare il dissesto e aprire le porte del Comune al commissariamento: «Si bloccherebbe ogni possibile sviluppo per i prossimi anni, portando la città delle Gaite fuori dai circuiti italiani ed internazionali, esponendola tra l’altro ad un alto rischio di speculazioni in più settori, considerando anche il suo territorio di gran pregio ed il suo immenso patrimonio immateriale».

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