Un inseguimento a folle velocità sul raccordo Perugia-Bettolle durante il quale il fuggitivo ha tentato anche di speronare l’auto dei carabinieri. E’ finito in manette con le accuse di ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale un giovane serbo, finito nella rete nel corso delle indagini da parte dei militari comandati dal maggiore Marco Sivori sulle bande dei ladri che stanno depredando la provincia di Perugia.
Primo arresto I carabinieri della compagnia di Assisi avevano già preso un albanese a Ospedalicchio, a bordo di una Bmw 530 rubata a Milano, ritenuto a tutti gli effetti dagli inquirenti la “primula rossa” dei ladri della zona. Da lì sono scattate le indagini sugli altri componenti della banda.
L’inseguimento Alle prime luci dell’alba di giovedì, i militari in borghese che pedinavano un giovane serbo, lo hanno visto partire alla guida di una Golf (rubata lo scorso novembre a Perugia) diretta a gran velocità sul raccordo Perugia-Bettolle. Ne è nato un inseguimento a folle velocità, che si è protratto fino ai confini con la Toscana quando è stato richiesto anche l’ausilio di una pattuglia della polizia stradale di Arezzo. Il fuggitivo ha tentato ripetutamente di speronare le due pattuglie e di farle fuoriuscire di strada. Sono stati attimi di follia e solo la bravura e l’esperienza delle forsze dell’ordine hanno fatto sì che l’inseguimento si concludesse con un lieto fine all’interno dell’area di servizio “Civitella” in provincia di Arezzo.
Cachemire L’immediata perquisizione ha fatto scoprire che il giovane trasportava circa trecento capi di cachemire rubati ad una ditta di Cannara lo scorso 29 novembre, guanti, sofisticate ricetrasmittenti utilizzate con ogni probabilità per comunicare con gli altri componenti del gruppo e numerosi arnesi da scasso. La refurtiva è stata interamente riconsegnata al legittimo proprietario.
Per l’autore del fatto, irregolare sul territorio nazionale ma incensurato si sono aperte le porte del carcere di Arezzo. L’accusa è di ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale, possesso ingiustificato di chiavi e grimaldelli.
