di Chiara Fabrizi
Ricchi compensi, cessioni societarie e di contratti, ma anche 900 mila euro che rimbalzano da una società all’altra. C’è questo è molto altro nell’atto di accusa del pm della procura di Castrovillari Angela Continisio che ha chiuso le indagini sulla ex Novelli a carico di Saverio Greco e del fratello maggiore Cataldo. A un passo dalla richiesta di rinvio a giudizio per bancarotta fraudolenta aggravata e in concorso, entrambi sono accusati di aver «distratto e dissipato il patrimonio aziendale di Alimentialiani srl», società con cui Saverio Greco ha acquistato a un euro tutti i beni e le società del Gruppo Novelli, accollandosi formalmente circa 2 milioni di debiti, era il 22 dicembre 2016 e un anno dopo è arrivato il fallimento.
La mamma contabile Ai due fratelli Greco, poi, la procura di Castrovillari contesta anche di aver «tenuto libri e altre scritture contabili obbligatorie in modo da non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio e del movimento degli affari». A curare la contabilità di Alimentaitaliani, emerge dalle indagini del magistrato, era la società Jureka srl «che ha omesso di depositare i propri bilanci successivi al 2013 e il cui capitale era detenuto al 98 per cento dalla madre di Saverio e Cataldo Greco, che rivestiva anche il ruolo di amministratrice unica».
«Traumatico frazionamento» ex Novelli Il cuore dell’inchiesta per bancarotta fraudolenta batte nel «traumatico frazionamento» degli asset del Gruppo Novelli con l’operazione da 340 mila euro «mai corrisposti» attraverso cui Saverio Greco il 7 febbraio 2017 ha ceduto le società Bioagricola, Cantine e Fattorie Novelli da Alimentitaliani a Poderi Greco amministrata dal fratello Cataldo Greco, «compromettendo così la possibilità di proseguire utilmente l’attività», «sottraendo ogni garanzia per i crediti» e generando «indebito vantaggio dei profitti derivanti dalla gestione delle società, che venivano percepiti dal fratello Cataldo Greco» come scrive il pm nell’avviso di chiusura indagini.
Compenso Secondo la procura di Castrovillari Saverio Greco avrebbe «distratto in epoca immediatamente antecedente al fallimento (maggio 2017, ndr) 213.700 euro in compensi erogati in tre tranche, deliberando come presidente dell’assemblea dei soci di Alimentitaliani un compenso per l’amministratore unico (ossia per se stesso, ndr) di 20 mila euro mensili a decorrere dal primo gennaio precedente».
Cessione di contratto da 1,2 mln Nel mirino della procura anche la cessione dell’agosto 2017 di un contratto di fornitura che Alimentitaliani ha passato a Fattorie Greco srl «cagionando un notevole impoverimento della prima società pari almeno – si legge nelle carte dell’accusa – all’incremento di fatturato prodotto da Fattorie Greco e quantificato in circa 1,2 milioni». Somma, questa, che per il pm è stata «evidentemente sottratta al soddisfacimento dei creditori di Alimentitaliani». Sotto la lente, infine, anche i 900 mila euro che in dieci giorni sono rimbalzati tra la società Phoenix e Alimentitaliani, entrambe amministrate da Saverio Greco, che per il pm «ha così distratto i 900mila euro, rappresentando sia il socio creditore che l’amministratore» di Alimentitaliani.
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