Accadde qualche anno fa a Roberto Vecchioni: tornò a casa e la trovò occupata da sconosciuti. Ma era su «Scherzi a parte». Niente cartelli, troupe e risate, invece per un professionista perugino che, tornando a casa ad Assisi, l’ha trovata occupata.
Serratura cambiata Immaginate di tornare a casa ed accorgervi che la vostra chiave non apra più la porta di ingresso e che tutto quello che possedete sia ora in uso a due sconosciuti che hanno deciso di vivere in quella che, almeno fino a pochi giorni prima, era la vostra abitazione. La storia ha dell’incredibile ma è proprio quello che è successo ad un libero professionista di Perugia che, con la moglie, tornato dopo qualche settimana nella sua casa di Assisi, ha trovato l’amara sorpresa: qualcuno aveva cambiato la serratura della porta, aveva spaccato il vetro ad una finestra e si era – per così dire – «rubato» la casa.
Appostamento e blitz L’uomo ha così deciso di avvertire al 112 i carabinieri che, giunti sul posto, hanno accertato che in quel momento non vi era nessuno all’interno dell’immobile e pertanto si sono nascosti in attesa di sorprendere gli autori dell’occupazione abusiva. L’attività di osservazione ha dato i suoi frutti in piena notte quando due soggetti, un italiano 37enne e un rumeno 27enne, hanno regolarmente aperto la casa e vi hanno fatto ingresso. A quel punto è scattata l’irruzione ed i due sono stati arrestati con le accuse di violazione di domicilio aggravata, furto aggravato e ricettazione.
Corrente abusiva I carabinieri della stazione di Santa Maria, coadiuvati dal personale del Radiomobile di Assisi, hanno infatti accertato che i due uomini avevano anche allacciato abusivamente la corrente elettrica utilizzando un cavo lungo oltre 100 metri che, passando addirittura sotto la rete ferroviaria, andava a sottrarre corrente ad un vicino centro sportivo. Inoltre i due non avevano avuto remore a fare la spesa riempiendo il frigorifero e avevano con loro anche materiale di probabile provenienza furtiva (ad esempio una cassetta con arnesi da scasso). Gli arrestati sono ora rinchiusi nel carcere di Capanne a disposizione della magistratura perugina.

