Il pubblico ministero Manuela Comodi (foto F. Troccoli)

di Fra. Mar.

«Le procedure erano tutte legittime. Escludo che durante la mia presidenza ci siano stati atti fatti di soppiatto e scorrettezze nella gestione degli appalti, c’era sempre il massimo della garanzia e della legalità». L’ex presidente della Provincia di Perugia Giulio Cozzari è sicuro della bontà dell’operato dei suoi funzionari e lo ripete in aula davanti al pubblico ministero Manuela Comodi e allo stuolo di legali che difende le 40 persone implicate nell’inchiesta nota col nome di Appaltopoli, su una presunta malagestione degli appalti della Provincia di Perugia.

In aula Lunedì in aula sono sfilati quasi venti testimoni. Una processione di ex funzionari portati dalle difese per certificare la bontà dell’operato dei colleghi indagati. Il nome che più spicca però è ovviamente quello dell’ex presidente, che in particolare è stato chiamato a riferire l’iter con cui vennero assegnati i lavori per la frana di Roccaporena, quella che isolò Cascia, per il cui recupero la Regione stanziò 1 milione e 200 mila euro. Per la pm titolare dell’inchiesta Manuela Comodi –che ha indagato insieme all’allora capo dello Sco della questura di Perugia Marco Chiacchiera –quei soldi sarebbero andati alle ‘imprese amiche’ in virtù di una delibera del luglio 2009.

Botta e risposta Si tratta di una delibera urgente, un tipo di atto che secondo l’ex presidente Cozzari era usato dall’ente «per dare risposte veloci alla comunità». «È stata messa una data falsa sulla delibera», attacca la pm Comodi che spiega come dalle sue indagini sia emersa l’assenza di quella delibera dal verbale di quella giunta. «La data precedente era solo per far iniziare subito i lavori. Nessun sotterfugio» risponde Cozzari. «Magari lei non ne era a conoscenza», ribatte Comodi, precisando che Cozzari non venne mai indagato.

La data Nelle intercettazioni agli atti dell’indagine, non ammessi dal collegio dei giudici presieduti da Daniele Cenci, ci sarebbe un susseguirsi di chiamate proprio per trovare una soluzione a quella delibera che doveva recare la data della giunta di luglio, altrimenti per quella successiva sarebbero scaduti i 30 giorni previsti per l’inizio dei lavori. Intanto anche lunedì mattina clima tesissimo in aula: il pm ha chiesto gli atti dopo la deposizione di un testimone della difesa. Per l’accusa quell’uomo ha mentito davanti ai giudici. Avrebbe detto cose diverse da quanto disse per telefono quando veniva intercettato. E il fatto che le intercettazioni non siano state ammesse non ferma la pm Comodi che tira dritto con l’obiettivo del secondo grado in cui le intercettazioni potrebbero rientrare nel processo. A quel punto, l’handicap dell’accusa cadrebbe. Anche se forse sarà troppo tardi con la maggior parte dei reati caduti per prescrizione.

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One reply on “Appaltopoli, l’ex presidente Cozzari: «Gare gestite col massimo della trasparenza e della legalità»”

  1. la prescrizione….le intercettazioni non ammesse ,,,, è un vero schifo !! Ci vuole la verità e le condanne se del caso, altro che furbe trovate per aggirare la giustizia !!

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