di Massimo Colonna
La fine del mese di maggio. E’ il timing entro cui dovrebbe essere fissata la data per l’udienza al tribunale del Riesame per quanto riguarda la posizione del sindaco Leopoldo Di Girolamo e dell’assessore Stefano Bucari nell’ambito dell’inchiesta della procura denominata Spada e che riguarda una serie di appalti comunali. Il tutto dopo che le difese dei due mercoledì scorso hanno presentato l’istanza e ora aspettano il prossimo passaggio, che formalmente spetta al pubblico ministero.
INCHIESTA ‘PARALLELA’ SUL PERCOLATO
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Il prossimo step Lo staff di avvocati che sta seguendo il sindaco, ossia i legali Attilio e Daniele Biancifiori e Guido Calvi, mercoledì scorso, proprio in concomitanza con lo svolgimento dell’udienza sul percolato nelle aule del tribunale di Terni, ha depositato istanza al tribunale della Libertà con l’obiettivo di far attenuare la misura cautelare ancora a carico del primo cittadino, ossia gli arresti domiciliari. Misura che il giudice per le indagini preliminari Federico Bona Galvagno ha confermato anche dopo l’interrogatorio di garanzia del sindaco. Stesso procedimento è stato seguito dall’avvocato Roberto Spoldi, che difende Stefano Bucari, il quale si è visto tramutare la misura degli arresti domiciliari in interdizione a svolgere attività assessorile.
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La procura A questo punto la parola tecnicamente passa alla procura: il pubblico ministero che sta seguendo il caso, Raffaele Iannella, in questi giorni dovrà trasmettere gli atti di indagine in base ai quali è stata richiesta la misura cautelare sia ai difensori che al tribunale del Riesame. A quel punto i giudici perugini avranno tempo dieci giorni per fissare l’udienza. Udienza che, visto che si tratta di una stessa ordinanza per entrambe le posizioni, potrebbe anche essere unica, con l’analisi della posizione del sindaco e dell’assessore nella stessa seduta. Riguardo ai tempi, la data potrebbe arrivare entro la fine mese di maggio.
I dipendenti Nel frattempo dal Comune arriva una precisazione dopo la presa di posizione dei dipendenti sugli sviluppi dell’inchiesta che hanno riguardato Renato Pierdonati e Federico Nannurelli, rispettivamente dirigente e funzionario di Palazzo Spada. «Con riferimento alla nota di solidarietà verso i dipendenti Pierdonati e Nannurelli, si tiene a precisare che la stessa è espressione di una parte dei dipendenti del Dipartimento dei LL.PP – Gestione del Territorio e non della totalità dei dipendenti Comunali non consultati in merito sia per condizioni logistiche che di tempo».
@tulhaidetto
