Il sindaco con l'avvocato Biancifiori (foto archivio Rosati)

di Massimo Colonna

È finita nel pomeriggio di lunedì l’udienza al Tribunale del Riesame di Perugia che doveva valutare le posizioni delle figure principali coinvolte nell’inchiesta ‘Spada’, ossia il sindaco Leopoldo Di Girolamo e l’assessore Stefano Bucari. I giudici al termine dell’udienza si sono riservati di decidere nelle prossime ore, e con ogni probabilità a questo punto l’aggiornamento potrebbe arrivare nelle giornate di martedì o mercoledì. E quella iniziata lunedì è una settimana fondamentale per capire il prossimo futuro della politica ternana, sia in relazione agli sviluppi dell’inchiesta ‘Spada’, sia per il piano del predissesto finanziario.

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E’ il giorno del Riesame L’udienza, come da programma, lunedì è iniziata poco dopo le 15 nelle aule del tribunale del Riesame. Per le difese erano presenti i legali del sindaco, ossia Guido Calvi, Attilio e Daniele Biancifiori, mentre l’avvocato Roberto Spoldi in rappresentanza dell’assessore Stefano Bucari. Entrambe le difese nei giorni scorsi avevano presentato istanza per l’attenuazione delle misure a carico dei propri assistiti decise dal giudice per le indagini preliminari Federico Bona Galvagno. La decisione nel merito non è stata dunque presa, visto che al termine dell’udienza i giudici hanno rinviato la decisione alle prossime ore per entrambe le posizioni.

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Le richieste L’udienza è durata oltre un’ora: per la procura erano presenti sia il procuratore capo Alberto Liguori, sia il sostituto procuratore Raffaele Iannella, che sta portando avanti l’Operazione Spada. I due rappresentanti della parte inquirente hanno prima ricostruito il quadro accusatorio nei minimi dettagli, per poi lasciare spazio alle difese, che di contro hanno portato sul tavolo tutti gli elementi ritenuti utili alla posizione di sindaco e assessore chiedendo poi la revoca delle misure. La procura, da quanto trapela, avrebbe dichiarato di non opporsi all’eventuale revoca della misura per il sindaco, mentre avrebbe chiesto il mantenimento dell’interdizione per l’assessore Bucari.

Le difese «Abbiamo trovato – ha spiegato al termine dell’udienza l’avvocato Calvi – un tribunale molto preparato, che conosceva nei minimi dettagli il fascicolo processuale. Riteniamo che le nostre argomentazioni siano più forti e dunque speriamo in un esito positivo». «Il sindaco è sereno – ha spiegato l’avvocato Attilio Biancifiori – perché fiducioso nella sua situazione di non responsabilità di questa vicenda».

Il fronte giudiziario Intanto sul fronte dell’inchiesta il pubblico ministero ha chiesto l’archiviazione per il filone delle mense. Ora la parola passa al giudice per le indagini preliminari Federico Bona Galvagno, il quale a questo punto potrebbe decidere di chiudere il terzo filone della maxi inchiesta sugli appalti in Comune. L’archiviazione è infatti arrivata già per il Contact center affidato dall’amministrazione comunale alla sua controllata Terni Reti (chiusura ha di fatto sancito l’uscita di scena dall’inchiesta per l’assessore alle Partecipate Vittorio Piacenti D’Ubaldi), per l’impianto antincendio del Caos e per una parte della pubblica illuminazione.

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Ancora riesame La prossima settimana gli stessi giudici del Riesame (con diverso collegio) dovranno valutare anche le posizioni dei due dipendenti comunali coinvolti nell’indagine, ossia Pierdonati e Nannurelli. Nei giorni scorsi infatti il gip ha deciso di sospenderli dal lavoro all’interno di Palazzo Spada per sei mesi, costringendo poi Palazzo Spada a nominare dei sostituti pro tempore. Questa decisione è stata appellata dall’avvocato difensore dei due, il legale Francesco Donzelli.

La lettera di Cecconi «Preg. mo Senatore – scrive il consigliere comunale Marco Cecconi di Fratelli d’Italia in una lettera indirizzata al primo cittadino – sinceramente mi auguro che l’esito della tua istanza ti sia favorevole. Sul fronte politico voglio indirizzarti questo appello: non lasciare che siano i tribunali a scandire i tempi della politica o, meglio, il futuro di questa città. Ti abbiamo chiesto di dimetterti addirittura un mese prima che chiunque fra noi, comuni mortali, avesse notizia di una qualsivoglia ‘Operazione Spada’. Te lo abbiamo chiesto quando è piombata sul Comune la tegola del predissesto, che avrà anche qualche concausa nelle generiche difficoltà degli Enti locali ma, eminentemente, ha origine nelle bugie consumate tutte e solo a Palazzo Spada negli ultimi anni. Adesso i bene informati sostengono che, se il Tribunale del riesame dovesse confermare gli arresti domiciliari, c’è sempre la possibilità di ricorrere in Cassazione. Un altro mese o giù di lì di paralisi completa. Siamo certi che l’ultimo ad averne voglia sei proprio tu. Siamo certi che il primo a giovarsi di una scelta che mettesse comunque un punto a questa vicenda di lunghe agonie tra un ricorso ed un altro, saresti proprio tu. A quanti continuano a chiederci ‘e adesso che succede’, noi saremmo finalmente in grado di rispondere che ‘il sindaco ha fatto l’unica cosa giusta da fare’. E tu potresti dire di Te stesso altrettanto».

@tulhaidetto

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