di Massimo Colonna
«Non volevamo uccidere». Questo il quadro emerso dall’interrogatorio di garanzia dei tre rapinatori arrestati martedì pomeriggio per la morte di Giulio Moracci, 91 anni, al termine di una rapina nella sua abitazione di Gabelletta. I tre sono stati ascoltati nel pomeriggio di giovedì nell’ambito dell’interrogatorio di garanzia, effettuato nel carcere di vocabolo Sabbione alla presenza del gip Simona Tordelli e degli avvocati difensori. I tre, da quanto trapela, avrebbero spiegato, tramite anche il lavoro di un interprete, di non voler uccidere nessuno. Nella serata di giovedì poi è arrivata anche la decisione del gip, che ha convalidato gli arresti per tutti e tre i fermati.
Gli interrogatori e il basista Il giudice Simone Tordelli ha così convalidato gli arresti e confermato la misura del carcere per tutti e tre, così come richiesto dal pubblico ministero Barbara Mazzullo. Intanto l’avvocato Giuseppe Squitieri, che difende due dei tre arrestati, in particolare uno dei due entrati in casa e l’uomo rimasto in auto con il motore acceso, proprio per questo suo assistito ha chiesto la revoca delle misura del carcere, mentre sulla natura del colpo, al termine degli interrogatori, ha dichiarato che «la rapina potrebbe non essere stata preordinata dai tre». Il che potrebbe avvalorare la pista che porta ad un basista o comunque alla presenza di una ”regia’.
Anziano ucciso a Terni Intanto per gli inquirenti scatta la comparazione delle impronte con quelle trovate in casa di Gabriella Listanti Zelli, la pensionata di 69 anni uccisa con un colpo all’addome durante una rapina, al fine di verificare se i tre rapinatori assassini di nazionalità rumena possano essere gli autori anche dell’omicidio della donna. Per questo i carabinieri hanno pianificato un controllo incrociato con le impronte digitali e il dna ritrovati sia sul luogo del crimine che sul fucile ritrovato l’11 marzo scorso in un campo vicino all’abitazione della donna. Gli inquirenti non escludono neanche la presenza di una basista che abbia collaborato a pianificare il colpo con i tre stranieri accusati, per il momento, di omicidio preterintenzionale, rapina, sequestro e lesioni.
La pista del basista Gli inquirenti comunque al momento non escludono nessuna pista, nemmeno quella del basista. Per questo hanno sentito alcuni vicini di casa della famiglia Moracci per cercare di capire se possano esistere collegamenti tra qualche persona venuta a contatto con la famiglia e con il territorio nei pressi di via Andromeda e la banda di rapinatori.
