Torna a parlare dopo la pronuncia con cui il Riesame ha respinto la revoca dei domiciliari a Giovannino Antonini, l’avvocato Manlio Morcella che assiste l’ex presidente della Banca Popolare di Spoleto e della controllante Spoleto credito ristretto nella propria abitazione dallo scorso 22 luglio con l’accusa di corruzione in atti giudiziari.«»
Doppio binario legale per libertà E lo fa per confermare che la pronuncia dei giudici di romana arrivata lunedì sarà impugnata in Cassazione, ma anche per precisare che nei giorni scorsi, quando Antonini è stato nuovamente interrogato, «ha depositato una seconda istanza di revoca della misura cautelare». Richiesta che, stando a quanto riferito dal legale, avrebbe ottenuto il parere favorevole del pm salvo poi essere respinto dal gip. «Su questo nuovo provvedimento – sono state le parole di Morcella – sarà chiamato nuovamente a decidere lo stesso tribunale del Riesame di Roma, si auspica in maniera conforme alla consuetudine, per la quale quasi mai, per non dire mai, il giudice della cautela, disattende le indicazioni dell’ufficio di procura».
Il monito di Morcella Due, dunque, le strade su cui corre l’azione del legale di Antonini che nonostante i due stop, quello del Riesame e quello del gip, si dice «assolutamente ottimista» e coglie l’occasione per lanciare un monito. «Gli umbri, in genere, e gli spoletini, in particolare, tengano a mente il detto latino Dum Romae consulitur, Saguntum capta est’, mentre a Roma si discute la banca viene presa’: perchè all’esito del commissariamento del gruppo Scs-Bps, o all’esito del contenzioso Tar, vi sarà come già vi può essere, chi vorrà conquistare il controllo della banca quotata a prezzi virtuali. Magari estromettendo o penalizzando Scs e questo è il tema sul quale occorre fare oggettivamente attenzione, ricordando che la banca, anche per merito di Antonini, vanta oggi 110 sportelli oltre a migliaia di correntisti, amministra mezzi propri per 4,3 miliardi ed è proprietaria di circa 25 mila metri quadri di immobili».
