di Fra. Mar.
«La magistratura ha sempre operato per bonificare la rilevante parte marcia della società, per cui ripeto con orgoglio: se lo Stato democratico ha tenuto e continua a tenere lo si deve alla magistratura e alle forze dell’ordine. Su questo però c’è poca attenzione, quasi fastidio, in quanto il potere politico è ben cosciente di essersi distinto, in questi anni, esclusivamente per la sua assenza, con la conseguenze supplenza del potere giudiziario, che ha tenuto sempre fede al suo impegno, anche se continuamento oggetto di critiche ed attacchi ingiustificati». E’ quanto ha detto il procuratore generale presso la Corte d’appello di Perugia Giovanni Galati nel suo intervento durante la celebrazione di inaugurazione dell’anno giudiziario.
Si interessano dell ferie Galati, che ha voluto evidenziare come dagli anni sessanta ad oggi la magistratura e le forze dell’ordine, abbiano operato «anche con il sacrificio della vita» per il mantenimento della democrazia citando, tra le altre cose, il maxi processo contro la mafia, Tangentopoli, e la condanna definitiva a Silvio Berlusconi, sostiene che il legislatore, invece di «prestare doverosa attenzione alle vere riforme legislative che inciderebbero positivamente» si preoccupa solo delle ferie dei magistrati e della responsabilità civile. «Riducendo le ferie di quindici giorni – ha detto Galati – si è voluto rappresentare i magistrati come nulla facenti e lo si è fatto intervenendo anche con battute spiritose di contenuto offensivo» e «deridere la magistratura, porta esclusivamente alla perdita del valore delle regole», quando invece il Consiglio d’Europa, numeri alla mano, ha stabilito che i magistrati italiani sono i più produttivi d’Europa.
Con responsabilità civile violata indipendenza Quanto invece alla responsabilità civile dei magistrati, Galati sottolinea che «si continua ad affermare falsamente che sia stata richiesta dall’Europa, ma non esiste nessun obbligo in tale senso», anzi, «il Consiglio d’Europa ha tassativamente escluso l’ammissibilità di qualsiasi forma di responsabilità civile diretta dei magistrati». «Se si vuole poi riformare l’articolo 2 introducendo la responsabilità per “travisamento del fatto o delle prove” non rendendosi conto forse, che ciò significa violare l’indipendenza del giudizio».
Prescrizione invita a delinquere Per il procuratore generale di Perugia Giovanni Galati andrebbero cambiate le norme che rendono «conveniente» delinquere e andare a processo. In primis la prescrizione, che per Galati «dovrebbe smettere di decorrere dopo il rinvio a giudizio». Questo per Galati, «costituirebbe l’unico mezzo efficace a contrastare, nel processo, l’utilizzo di tutti quegli espedienti dilatori e pretestuosi». Ogni anno si prescrivono 120 mila processi in Italia. Ma per Galati andrebbe anche modificato il sistema penale, perché non è possibile «che in Cassazione si può ricorrere su tutto, dall’abbaiare dei cani alla temporizzazione dei semafori». Inoltre, per il numero uno della procura generale di Perugia, servirebbe una «depenalizzazione massiccia, che costruisca un diritto penale minimo e punisca con sanzioni amministrative la maggior parte delle violazioni».
Elogi Il procuratore ha voluto poi esternare un «particolare elogio per le modalità di gestione del carico di lavoro» alla procura di Perugia sotto la guida del procuratore aggiunto Antonella Duchini, e agli «ottimi risultati perseguiti» dalla DDA di Perugia particolarmente con l’operazione Quarto Passo. Elogi estesi anche alla procura dei minori dove, il procuratore Giovanni Rossi ha definito tutti i procedimenti iniziati e il 65% di quelli sopravvenuti. Stesso discorso per il procuratore di Terni Cesare Martellino per aver «ridotto in maniera rilevante, l’arretrato formatosi sotto la precedente gestione», e per Gennaro Iannarone, facente funzioni a Spoleto che «è riuscito a risolvere gran parte dei numerosi problemi».
