di Elle Biscarini
Gli inquirenti stanno analizzando il computer di Andrea Prospero, il 19enne di Lanciano trovato morto in un B&B del centro di Perugia in circostanze ancora tutte da chiarire. Dal recupero dei dati del pc e l’analisi delle chat di Telegram gli inquirenti si attendono elementi utili a ricostruire la verità su cosa sia successo allo studente di informatica. Per i tossicologici ci vorrà ancora tempo.
«In un primo momento si pensava che il pc fosse stato irrimediabilmente danneggiato – ha detto a Umbria24 l’avvocato della famiglia, Carlo Pacelli – per via delle circostanze in cui è stato ritrovato. Invece, pare che forse l’azienda a cui è stato affidato possa aver recuperato qualcosa dalla scheda madre». Una piccola speranza quella della famiglia che ancora non crede al suicidio volontario e spinge per conoscere la verità. «Un accertamento importante» quello sul pc, poiché, ha ricordato Pacelli: «era nuovo, l’aveva preso verso novembre scorso. Parliamo di due mesi cruciali per capire com’è andata».
Per quanto riguarda il messaggio preso da un gruppo di Telegram e andato in onda nella puntata della scorsa settimana di ‘Chi l’ha visto?’, l’avvocato non si sbilancia: «Non posso dire con certezza che gli account oscurati in quel messaggio possano essere al 100 per cento di Andrea. La Procura sta indagando in quell’abito e attendiamo i loro riscontri sempre con la massima fiducia». Nel gruppo segreto con 96 iscritti, gli inquirenti avrebbero rilevato dei «movimenti di informazioni» tra gli utenti che potrebbero dare qualche elemento in più. La Procura ora sta cercando di individuare l’identità degli altri soggetti e che eventuale incidenza possano aver avuto sulla triste fine del ragazzo.
