di Fra.Mar.
I guai sembrano essere solo iniziati per la celeberrima discoteca di Riccione, Cocoricò. Infatti, dopo la morte del 16enne Lamberto Lucaccioni per aver assunto ecstasy e il malore di un altro minorenne che ha rischiato un trapianto di fegato, adesso è arrivata la guardia di finanza a controllare i bilanci, e sembra che i risultati siano stati sorprendenti. Milioni di euro non dichiarati negli ultimi cinque anni. Talmente tanti da far diventare l’accertamento anche una denuncia penale, che al momento, sembra, non avrebbe coinvolto l’ultimo amministratore, che si è dimesso nei giorni scorsi dopo la morte del minorenne di Città di Castello.
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Sospensione? Sulla discoteca pende anche la spada di Damocle della possibile sospensione della licenza che il questore di Rimini Improta potrebbe disporre dopo aver analizzato l’informativa depositata dai carabinieri di Riccione dopo la morte di Lucaccioni. Contro la discoteca si sono scagliati anche i legali della famiglia del minorenne che hanno bollato come vergognoso il fare la serata il giorno dei funerali del giovane.
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Reazioni In molti ragazzi invece, soprattutto tramite i social, hanno preso le difese del ‘Cocco’ ripetendo che non può essere una responsabilità della discoteca l’assumere sostanze stupefacenti. La magistratura di Rimini che sta indagando sulla morte di Lucaccioni, dopo aver sentito il 19enne di Città di Castello denunciato per spaccio e morte in conseguenza di altro reato, interrogherà nei prossimi giorni anche il ragazzo con cui il giovane denunciato ha detto di aver visto Lamberto dopo avergli dato l’ultima dose all’interno della discoteca. Al momento, non è stato identificato né il pusher di Città di Castello, né quello meridionale che avrebbe dato la dose di 0,30 grammi al giovane.
