I carabinieri illustrano l'operazione

di Fabio Toni

Il piano, studiato nei dettagli, stava dando i suoi frutti. Solo un imprevisto: la rapina a mano armata ai danni del parroco di Calvi, troppo curioso e insistente con le sue domande. Ed è stato proprio quell’episodio ad aprire una crepa nella truffa messa in atto da C.R., clandestino 35 enne di nazionalità marocchina. Da quel momento i carabinieri del Norm della compagnia di Amelia, coordinati dal comandante Michele Basilio e coadiuvati dai militari della stazione di Calvi del maresciallo Roberto Di Dio, si sono messi sulle tracce dell’uomo, svelando fino in fondo il suo piano.

Un piano astuto Lo scorso dicembre alla segreteria della diocesi di Terni era giunta una telefonata, rivelatasi poi l’origine della truffa: «Sono padre Benjamin, volevo chiedervi di aiutare un ragazzo del Marocco che si è convertito al cattolicesimo e che vuole completare la sua tesi di laurea». In buona fede, gli uffici della curia hanno esteso il messaggio di carità alle parrocchie del territorio. Così il 35 enne ha iniziato il suo tour fra le chiese ternane, accompagnato dalla lettera della diocesi e da un’altra – rivelatasi falsa e scritta di suo pugno – recante l’intestazione del ministero dell’Interno. Fra dicembre e gennaio è riuscito a raccogliere ben 1.500 euro da cinque parroci, sempre con la scusa di un aiuto per completare gli studi. Chiesa dopo chiesa, verso la metà di gennaio è giunto fino a Calvi, dove ha incontrato don Andrea che, colpito da alcune incongruenze, ha voluto vederci più chiaro, incalzando l’uomo. Alle domande, C.R. ha risposto estraendo una pistola e facendosi consegnare un centinaio di euro.

Le indagini e l’arresto Da lì sono partite le indagini approfondite messe in campo dai carabinieri della compagnia di Amelia e dai colleghi di Terni. I riscontri, hanno permesso di stringere il cerchio intorno all’uomo, gravato da precedenti per reati contro la persona e il patrimonio. C.R. è stato intercettato a Roma, dove abita con la sua compagna. I militari lo hanno convocato in caserma con una banale scusa: appuntamento al quale l’uomo si è presentato con un giorno di anticipo, curioso e al tempo stesso sicuro che nulla sarebbe successo. A quel punto è scattato l’arresto da parte dei carabinieri di Amelia e della compagnia piazza Dante, su ordinanza emessa dal gip del tribunale di Terni. Ora il 35 enne si trova detenuto nel carcere di Regina Coeli, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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