di Enzo Beretta
«Allarmante», viene definita dal procuratore generale di Perugia, Sergio Sottani, il fenomeno della delinquenza minorile. «I dati – ha spiegato il magistrato – parlano di un incremento significativo dei procedimenti a carico di minori, spesso coinvolti in episodi di violenza, devianza digitali e reati contro la persona. L’ambiente digitale – spiega Sottani – svolge un ruolo centrale in queste dinamiche, come dimostrato da episodi recenti che hanno coinvolto minori e giovanissimi, spesso privi della consapevolezza necessaria per affrontare i rischi del web e del dark web. Di fronte a questa emergenza educativa, la risposta non può essere repressiva ma serve un’alleanza tra scuola, servizi sociali e giustizia».
SOTTANI: MINORENNI SEMPRE PIÙ VIOLENTI, PREOCCUPA L’USO DELLE ARMI
Lo studio Mediante un recente studio sono stati esaminate 97 sentenze di primo grado emesse nel 2025 riguardanti 124 imputati minorenni: «L’indagine – è stato detto da Sottani – evidenzia che il fenomeno della devianza minorile presenta caratteristiche ricorrenti e strutturate, con imputati in larga prevalenza maschi e con età media di 15 anni. La maggior parte dei reati è stata commessa nei territori di Perugia e Terni, confermando la concentrazione dei casi nei principali centri urbani. Oltre il 90% dei fatti contestati rientra nella categoria dei delitti, soprattutto contro il patrimonio e contro la persona – prosegue il pg -. È emersa una forte incidenza di condotte commesse in gruppo e, in numerosi casi, in continuazione, elementi che suggeriscono dinamiche relazionali complesse e comportamenti ripetitivi. Le vittime, spesso minorenni, risultano talvolta legate agli imputati da rapporti di conoscenza pregressa, delineando contesti di prossimità e fragilità socio-relazionali».
PROCURATORE GENERALE DI PERUGIA: AUMENTANO I REATI DI DROGA (21,7%) E I FURTI NELLE CASE (32%)
94% assolti «Sul piano processuale – prosegue – emerge la centralità degli strumenti propri del sistema penale minorile: sul campione analizzato, la messa alla prova e le valutazioni psicologiche sembrano aver rappresentato strumenti determinanti, con esiti prevalentemente attenuanti. L’esito complessivo delle sentenze confermerebbe un approccio orientato alla responsabilizzazione più che alla punizione: il 94% dei minori è stato assolto, mentre solo il 5,6% ha subito una condanna. Questi primi risultati sembrano quindi rafforzare la necessità di interventi coordinati e multidisciplinari, confermando che la prevenzione della devianza minorile richiede una rete integrata di scuola, famiglia, servizi sociali, enti locali e giustizia, capace di leggere precocemente i segnali di disagio e costruire percorsi efficaci di sostegno, educazione e inclusione».
