Il Consiglio di Stato ribalta la decisione del Tar sulla controversia per la gestione di centri di accoglienza straordinaria nella provincia di Terni. Il contenzioso si era aperto col ricorso di una società esclusa dall’appalto per aver ridotto il numero di posti letto disponibili rispetto a quanto dichiarato inizialmente nell’offerta. I giudici d’appello, accogliendo l’istanza di Prefettura e Ministero dell’Interno, hanno ribaltato tale decisione, stabilendo che la capacità ricettiva costituisce un elemento essenziale e immodificabile della proposta tecnica ed economica.

Arci Solidarietà Terni si è costituita nel giudizio di appello, condividendo e sostenendo le ragioni dell’Amministrazione, «nella convinzione – scrivono in una nota – che il rispetto delle regole di gara rappresenti un principio imprescindibile a tutela della trasparenza, della concorrenza e della parità di trattamento tra tutti gli operatori economici. Le argomentazioni sostenute in giudizio hanno trovato pieno riscontro nella decisione del Consiglio di Stato. La sentenza afferma con chiarezza che il numero dei posti offerti costituiva un elemento essenziale dell’offerta tecnica ed economica e che la successiva riduzione della disponibilità dichiarata da Athena – da 250 a 179 e poi a 126 posti – ha determinato una modifica sostanziale dell’offerta, incompatibile con il principio di immodificabilità che governa le procedure di evidenza pubblica. Il Consiglio di Stato ha inoltre evidenziato come gli altri concorrenti, tra cui Arci Solidarietà Terni abbiano invece confermato la capacità ricettiva dichiarata in sede di gara e, ove necessario, abbiano persino manifestato ulteriori disponibilità, distinguendo espressamente tale comportamento da quello della società esclusa».

«La pronuncia – dichiarano ancora da Arci – rappresenta un importante chiarimento sul corretto svolgimento delle procedure pubbliche e conferma che la tutela della concorrenza passa attraverso il rigoroso rispetto degli impegni assunti dagli operatori economici fin dal momento della presentazione dell’offerta. Per Arci, tuttavia, questa vicenda non ha mai rappresentato soltanto una questione amministrativa o giuridica: alla base del proprio impegno vi è anzitutto un’esigenza di carattere umanitario e di protezione delle persone accolte, nella convinzione che il rispetto delle regole costituisca uno strumento indispensabile per garantire servizi dignitosi, sicuri e di qualità a chi si trova in condizioni di particolare vulnerabilità. Arci Solidarietà Terni esprime soddisfazione per una decisione che ristabilisce definitivamente la correttezza della procedura di gara e conferma la legittimità dell’operato della Prefettura di Terni. Grazie agli avvocati Giorgio Moricciani e Romina Pitoni per la professionalità, la competenza e l’impegno con cui hanno seguito l’intera vicenda processuale».

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