Il questore Nicolò D'Angelo (Foto Umbria24)

di Ivano Porfiri

«In qualità di questore sento l’obbligo morale di dire che perugia non è un’acropoli sotto attacco. A Perugia non comandano i criminali, a Perugia c’è lo Stato». Lo ha detto il questore di Perugia, Nicolò D’Angelo intervenendo in occasione del 160esimo anniversario della festa della polizia nel capoluogo umbro.

FOTOGALLERY: LA CERIMONIA

I numeri Nell’ultimo anno la polizia di Perugia ha tratto in arresto complessivamente 570 persone di cui 221 per droga mentre 1.677 sono state denunciate. Nel periodo in esame, cioé dal 1 maggio 2011 al 31 aprile 2012, di rilievo sono i risultati ottenuti nel campo della prevenzione al fenomeno droga: sgominato un sodalizio criminale di etnia albanese, pronto ad immettere sul mercato locale 179 kg di marijuana e altre sostanze stupefacenti. Sequestrati anche 25 kg di cocaina e 2,3 kg di eroina. Più di 23mila sono state le persone identificate e oltre 11mila gli automezzi controllati. In tema di immigrazione clandestina, sono stati espulsi  499cittadini stranieri irregolari, di cui 282 sono stati accompagnati ai Cie e alla frontiera rispetto ai 114 dell’anno precedente.

Melissa e i terremotati Il questore ha esordito ricordando la «cara Melissa», uccisa nell’attentato di Brindisi dalla «furia umana» e i terremotati dell’Emilia Romagna. La cerimonia si è svolta all’interno del teatro Morlacchi alla presenza di numerose autorità e di studenti delle scuole, alle quali il questore ha rivolto un «caloroso saluto».

Sicurezza partecipata Il questore ha sottolineato come si stia affermando sempre di più il concetto di «sicurezza partecipata». «La legalità – ha detto – non è solo rispetto della legge, ma è un concetto che coinvolge nella sua totalità tutta la popolazione. E’ importante dunque fare uno sforzo congiunto, la prevenzione deve essere presa in carico, non solo dalla polizia o dalle altre forze dell’ordine, ma dall’intera società civile».

Stranieri e crimine D’Angelo si è rivolto in maniera particolare ai giovani con «l’impegno a capire il loro disagio prima che sfoci in forma di violenza». Il questore si è soffermato sul legame tra flussi migratori e incremento della criminalità. «In tal senso – ha rimarcato – incisiva è stata anche la risposta data in questa provincia. A fronte di oltre 23.000 titoli rilasciati sono stati effettivamente allontanati dal territorio nazionale più di 300 clandestini rintracciati. Distinti filoni investigativi hanno consentito di scardinare vere e proprie associazioni per delinquere di cittadini stranieri dedite alla commissione di vari reati tra cui rapine, estorsioni, traffico di stupefacenti, attività finalizzate allo sfruttamento della prostituzione».

Tunisini Inevitabile il riferimento allo spaccio di droga, in particolare ad opera di tunisini, contro cui «molti sono stati i successi soprattutto in termini di azione repressiva per l’attività degli uffici investigativi». «In questo situazione – ha detto D’Angelo – assume significato particolare la consapevolezza che occorre associare a specifiche attività antidroga anche un effficace contrasto dell’immigrazione clandestina».

Guerra da vincere Il questore ha ringraziato tutti i suoi uomini, a partire dalla squadra mobile. «Forse non siamo molti, il nostro organico è rimasto ancorato al passato, ma nonostante tutto abbiamo supplito con la preparazione professionale e con l’amore per il nostro lavoro». «Ci aspetta un altro anno da affrontare con lo stesso impegno e determinazione – ha concluso -, perché dobbiamo sempre ricordarci che la guerra non è vinta, le sfide sono lì, dietro l’angolo, pronte per essere raccolte da una polizia moderna e al passo con i tempi».

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